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Bubu-settete e l’ansia da separazione: quando un gioco aiuta!

A volte anche un quiz in tv può far scoprire cose nuove sui propri bambini e sull’essere genitori. Per esempio l’altra sera all’Eredità di Carlo Conti ho sentito fare una domanda che proponeva come aiuto per far superare ai nostri bambini l’ansia da abbandono o la paura di essere lasciati dai propri genitori, l’uso del gioco classico (chi di noi non l’ha sentito fare mille volte anche a sé stessi da bambini?) del cucù-settète (o bubu-settete).

Cioè il gioco per cui un adulto fa finta di scomparire davanti a un bambino – dietro a un divano, dietro una porta – e poi riappare subito dopo, urlando con un sorriso, la classica frase appunto: cucù-settète.

Ebbene è una cosa vera che aiuta e funziona! Non è solo una domanda da quiz pre-serale, ma un consiglio dato e sperimentato da valenti psicologi e pedagogisti.

E’ un gioco che aiuta a far capire ai bambini che un genitore, una persona cara, possono sparire, ma poi riappaiono; quindi non bisogna disperarsi della loro momentanea scomparsa. Ecco un altro consiglio per  aiutare il nostro bambino a superare quindi anche l’ansia di abbandono che prende per esempio i primi giorni al nido, oltre a quelli che abbiamo già spiegato nei nostri articoli.

Provare fin dai primi mesi di vita a fargli vedere come il viso della mamma può sparire anche dietro le classiche mani a ventaglio, per poi riapparire subito dopo. Ho letto infatti, dopo aver fatto le mie ricerche, che fino ai primi 6 mesi di vita, i bambini non percepiscono la mamma come un essere staccato da esso, e quindi quando questa scompare anche per pochi istanti, il neonato si sente come se una parte di lui lo abbandonasse. I bambini non hanno ancora il senso del tempo che passa e quindi per loro quando una cosa sparisce, anche se per pochi istanti, loro pensano sia per sempre!

Ecco perché io ricordo che da bambina anche quando avevo all’incirca 5 anni e mio padre mi lasciava in auto, mentre andava un attimo in banca, io pensavo che lui potesse abbandonarmi per sempre, ricordo ancora le brutte sensazioni che provavo: forse perché lui non mi aveva mai fatto il gioco del cucù-settète? 😉

A parte gli scherzi, se anche questo gioco aiuta i nostri bambini a capire che il distacco dalla mamma, o da un qualsiasi altro affetto non è mai totale, ma sempre solo momentaneo – specie per aiutarlo nell’inserimento al nido – ben venga! Iniziate subito a cucù-settète-tate il vostro bambino, “settate” il vostro bambino ad affrontare un mondo anche senza di voi per qualche istante, se non lo fate già, e buona terapia!