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Cos’è la toxoplasmosi: tutto su questo malattia

Cos’è la toxoplasmosi

La toxoplasmosi è una malattia parassitaria particolarmente diffusa, anche nell’uomo (60-70% della popolazione). Il contagio della toxoplasmosi avviene attraverso il contatto con un gatto infetto (semplicemente accarezzandolo) o pulendo la sua lettiera; non solo, se il gatto emette le sue feci in un campo, e l’erba di esso viene mangiata da un bovino, la sua carne sarà contagiata. Allo stesso modo, ciò si verifica per la verdura o gli ortaggi, di consumo umano e non solo zootecnico.

Come si prende la toxoplasmosi? Il toxoplasma si apre un varco nella membrana cellulare, penetra nella cellula e si nutre di essa; l’ospite definitivo è il gatto, mentre l’ospite intermedio può essere anche l’uomo stesso. Nel gatto, però, compie la sua riproduzione sessuata, quindi tende a crescere e proliferare con maggiore successo. Il problema maggiore è rappresentato dalla correlazione tra toxoplasmosi e gravidanza, specie per i rischi a cui può andare incontro il feto.

Toxoplasmosi

Mangiare carne cruda è sicuramente una delle cause di toxoplasmosi più frequente; allo stesso modo vale per la verdura cruda, o comunque non lavata correttamente. Ad esempio il consumo di basilico in gravidanza è da limitare a casi dove si ha la certezza di averlo pulito bene, dopo averlo raccolto; il basilico, come erba, è molto diffuso nelle comuni piantagioni, anche casalinghe, dove ci sono animali domestici che possono contaminarlo.

Nel caso della toxoplasmosi cosa non mangiare? Tra le raccomandazioni del Ministero della Salute vi è un’alimentazione corretta e bilanciata, attraverso cibi ben cotti e frutta e verdura ben lavate; il lavaggio può essere fatto con la semplice acqua, senza bisogno di usare disinfettanti, che alterano il valore nutrizionale degli alimenti. Il sushi in gravidanza è sconsigliato perché fonte di agenti parassitari che ledono sia la madre che il bambino.

Toxoplasmosi sintomi

I sintomi della toxoplasmosi in gravidanza non sono particolarmente specifici; è possibile, infatti, che ci sia qualche linea di febbre, stanchezza e/o spossatezza, e ingrossamento dei linfonodi. I sintomi della toxoplasmosi negli adulti non sono quindi riconoscibili, e si confondono facilmente con altre infezioni batteriche o virali. La milza ingrossata è un altra evenienza possibilmente riconducibile alla toxoplasmosi, oppure alla mononucleosi (più frequentemente).

Toxoplasmosi in gravidanza

L’esame della toxoplasmosi viene eseguito, in caso di risultato negativo per toxoplasmosi dello stesso, ogni 4-6 settimane per verificare un eventuale positivizzazione. Il toxo test, visto che la malattia non è facilmente diagnosticabile coi soli sintomi, è l’unico strumento di diagnosi e monitoraggio dell’eventuale contagio col protozoo. Il rischio in gravidanza è molto alto, e soprattutto crescente; infatti se la donna viene contagiata nelle prime settimane di gestazione, è poco probabile che la placenta non isoli l’agente patogeno, proteggendo il feto.

Se ciò non dovesse avvenire è probabile incorrere in un aborto spontaneo o in gravi ritardi mentali del nascituro; andando avanti con la gravidanza il rischio di contagio aumenta, ma anche la barriera placentare si rafforza. Molti piccoli vengono contagiati in modo asintomatico, mentre altri anche a distanza di anni possono manifestare danni oculari.

Fragole in gravidanza

Le fragole in gravidanza possono essere consumate, a dispetto di chi sostiene che i frutti rossi siano allergizzanti e vadano per tale motivo proibiti; lo stesso vale anche per le ciliegie in gravidanza, la cui capacità allergizzante viene superata dai benefici che si possono trarre dal consumo di questa tipologia di frutta. Sia le ciliegie che le fragole crescono a stretto contatto con la terra, e quindi se non trattate e lavate correttamente il rischio è che provochino la toxoplasmosi.

Toxoplasma

Toxoplasma

L’alimentazione e la toxoplasmosi vanno di pari passo, visto che il contagio per via ematica o trasfusionale è ridotto a percentuali davvero minime. Il periodo di incubazione della toxoplasmosi va dai 5 ai 20 giorni e dipende soprattutto dall’efficienza del sistema immunitario che colpisce il parassita.

Prosciutto cotto in gravidanza

Gli insaccati in gravidanza sono un altro pericolo di toxoplasmosi, e quindi va fatta una distinzione tra quelli che si possono consumare e non. Il prosciutto cotto fa male? Purché se ne conosca la provenienza e la freschezza, esso non costituisce un problema per la gestazione, appunto perché soggetto a cottura. Diverso è il discorso dello speck in gravidanza, che va evitato, o come il prosciutto crudo in gravidanza; per quest’ultimo si possono fare eccezioni solo se la stagionatura è durata almeno un anno.

Toxoplasma gondii

Il toxoplasma gondii è un protista parassitario, responsabile della toxoplasmosi; la gestante è il soggetto più a rischio, considerati i danni che possono insorgere nel feto/neonato a seguito dell’infezione da parte materna. La toxoplasmosi in gravidanza richiede un monitoraggio intensivo, sia che si tratti di gravidanza fisiologica che a rischio; per tale ragione si valuta la presenza di anticorpi anti-toxoplasmosi in circolo, sia di insorgenza recente che passata, ed eventualmente programmare una terapia.

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La terapia per la toxoplasmosi viene praticata per ridurre le complicanze nel feto e ridurre eventuali sintomatologie materne; il farmaco di elezione è la spiramicina, assunta dalla diagnosi fino al termine della gravidanza. Essa, come antibiotico, è ben tollerato sia dalla donna che dal nascituro. Dalla metà del secondo trimestre, la spiramicina si può sostituire col binomio pirimetamina e sulfadiazina.

Bresaola in gravidanza

Bresaola in gravidanza

La bresaola in gravidanza non può essere consumata per il rischio di toxoplasmosi a essa associato. La bresaola fa male? In gravidanza si, poiché non è cotta, ma stagionata e/o affumicata; tali procedure non ne garantiscono la sicurezza per la futura mamma che la consuma.

Wurstel in gravidanza

La pizza in gravidanza non è assolutamente bandita, anzi è un alimento completo e gustoso che è giusto concedersi almeno una volta a settimana. Quello che invece va attenzionato è cosa si mette sulla pizza, come ad esempio i wurstel. Mangiare wurstel crudi è sconsigliato a tutta la popolazione, figuriamoci a una donna in dolce attesa; eppure se cotti non sono del tutto proibiti, visto che le carni al loro interno vengono lavorate prima della commercializzazione.

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