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Cosa succede se rifiuti di fare i vaccini a tuo figlio

Abbiamo già parlato dell’argomento “vaccini e rifiuto” varie volte, ora continuiamo a parlarne raccontando l’esperienza di alcuni amici che si sono trovati in difficoltà quando hanno iscritto il primo figlio all’asilo nido. Anche loro, infatti, hanno deciso di non vaccinare i loro figli con nessuna iniezione, neanche con una della 4 obbligatorie in Italia. Per motivi non solo legati a possibili insorgenze di malattie collegate al vaccino, né perché seguono post su FB sulla fine del mondo: “se vaccini tuo figlio…” ma per scelte di vita etica e di rifiuto di tutti i marchi e quindi anche dei marchi delle multinazionali dei medicinali, che controllano il mercato delle medicine in tutto il mondo e quindi anche i vaccini. Genitori no global per intenderci: Commercio equo, cibo biologico, giocattoli in legno, ecc.

Naturalmente nessuna scuola può rifiutare un bambino solo perché non ha fatto il vaccino, ma il direttore nel caso di questi amici fece firmare alla mamma un modulo di dissenso informato che è una cosa che la scuola e l’ASL possono chiedere per liberarsi delle responsabilità della tua decisione come genitore.

Infatti l’ASL è costretta a mandarti gli avvisi per i 4 vaccini obbligatori e a chiederti nel caso di rifiuto o una raccomandata AR o un incontro in cui tu mamma e/o papà devi motivare la tua scelta. Nessuna paura davanti a questi avvisi o incontri, se uno è convinto delle proprie idee non deve aver paura del confronto e della possibilità di spiegarsi anche davanti alle istituzioni.

Ricordate, come argomento per difendere la vostra scelta di non vaccinare, che tra i 29 paesi del Continente europeo: in ben 15 paesi non esiste nessuna vaccinazione obbligatoria; in soli 14 paesi ne esiste almeno una. E nei paesi nordici come la Norvegia o la Svezia si fanno anche più bambini di noi!

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Ho iniziato a lavorare per le mamme nel 2007, per un programma televisivo e per vari portali, e le donne mamme italiane mi hanno adottato, anche se non sono ancora una mamma come loro, si sono sentite sempre capite e ascoltate da me (così mi dicevano quando facevo la redattrice tv) e questo mi ha riempito d'orgoglio, oltre che farmi imparare tante cose sulle donne in generale. Scrivere di mamme è una cosa che mi ha messo in contatto con il lato più delicato, ma anche forte della femmine mamme italiane. Email: e.citro@passionemamma.it

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