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Cosa fare se il bambino chiama solo ‘mamma’

Siamo al parco con nostro figlio, sentiamo un bimbetto che avrà più o meno la stessa età pronunciare un fiume di parole, le sue prime vere frasi e ci chiediamo perché il nostro, invece, ancora stia fermo soltanto alla parola ‘mamma’ (che fare se a due anni dice solo questo?). Come fare per capire se si tratta soltanto di pigrizia oppure se ci troviamo di fronte a un vero e proprio disturbo del linguaggio?

Come regola generale c’è da dire che lo sviluppo linguistico di un individuo ha delle fasi in gran parte comuni per età, degli step successivi che ogni bambino dovrebbe raggiungere più o meno in sintonia con i propri coetanei (le prime parole tra i 12/13 mesi; circa 50 parole a 18 mesi; 150 a due anni; 400 parole e frasi a 3 anni).

Di conseguenza se notiamo una differenza eccessiva in difetto tra le parole che pronuncia nostro figlio (prendiamo come periodo 1/3 anni) e quelle dei suoi coetanei allora sarà il caso di approfondire la questione rivolgendosi a un esperto perché potrebbe esserci qualche problema.

Infatti potrebbe accadere che l’apparente disturbo di tipo linguistico/comunicativo possa in realtà derivare da altro, per esempio un ritardo mentale, un disturbo motorio della zona che riguarda la bocca e la faccia, problemi di udito (come capirlo?), una forma di autismo.

Dunque, prima cosa da fare, ovviamente dietro consiglio medico, è sottoporre il bambino a una serie di esami che possano escludere la presenza di eventuali altre patologie in modo da individuare bene l’origine del problema, che se riguarda la pura sfera dell’espressione e del linguaggio avrà bisogno certamente dell’aiuto di un logopedista ed eventualmente di uno psicologo infantile.

Una cosa molto importante da tener presente è che lo sviluppo linguistico di un individuo risente parecchio dei fattori ambientali e delle stimolazioni che si ricevono, per esempio, all’interno della famiglia. Quindi gli adulti hanno il dovere di fornire questi stimoli preziosi parlando molto con i figli, anche in quella fase in cui da loro non sarà possibile ricevere risposta. Cantiamo, leggiamo a voce ben scandita (sapete perché è importante leggere anche in età prescolare?), soprattutto non lasciamo che i nostri bambini trascorrano tempo inutile, se non dannoso, in silenzio guardando la tv o altri aggeggi tecnologici.

Francesco ha trascorso i primi due anni di vita stando da solo con me praticamente dalla mattina alla sera; vivevamo in una grande città senza parenti e amici e il papà lavorava fuori tutto il giorno. Ricordo che io parlavo continuamente a mio figlio, gli spiegavo cosa stessi facendo, cucinando, scrivendo; cantavo canzoni a raffica, inventavo filastrocche e favolette, gli parlavo del resto della famiglia, mentre scrivevo i miei pezzi per il giornale li rileggevo ad alta voce, telefonavo tenendolo in braccio. Sarà stato un caso, ma il mio bambino ha iniziato a costruire frasette di senso compiuto già intorno ai 2 anni e ora che ne ha poco più di 3 ha un bagaglio di parole che spesso mi stupisce, ovviamente in positivo.

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