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Cosa fare quando il bambino non vuole andare a scuola

Con l’inizio dell’anno scolastico (tutto quello che c’è da sapere) molti genitori si trovano di fronte a una situazione che, se non gestita nella maniera più opportuna, rischia di trasformarsi in un grattacapo serio: nostro figlio pronuncia la temutissima frase “Non voglio andare a scuola”, accompagnata da visini tristi, veri pianti e asseriti mal di pancia. Si tratta soltanto di capricci passeggeri oppure sono la cartina tornasole di un malessere o disagio reale del bambino (a proposito, come lo prepariamo al rientro a scuola?)?

Si bloccano sull’uscio di casa con lo zainetto sulle spalle e non vogliono uscire, si aggrappano al sedile dell’auto con tutta l’intenzione di non scendere, a fatica li trasciniamo in classe tra pianti disperati e urla. E noi genitori come reagiamo?

E’ molto facile sbagliare atteggiamento, presi dalla fretta che sempre più spesso caratterizza le nostre giornate soprattutto per via del lavoro. Solitamente noi adulti passiamo da una reazione estrema all’altra, ovvero portarli letteralmente di peso in classe e affidarli alla maestra, con un sonoro respiro di sollievo. Oppure, al contrario, cediamo e li lasciamo a casa, convinti che qualche giorni di vacanza in più non faranno certo male.

E invece no, si sbaglia in entrambi i casi. Anche di fronte a questo problema l’arma vincente è sedersi, armarsi di pazienza e capire cosa si nasconde dietro quei presunti capricci di nostro figlio.

In alcuni casi si tratta di una forma di ansia da separazione, o dalla mamma o dai luoghi più famigliari dove ha vissuto stabilmente fino a quel momento (situazione che capita soprattutto con i bimbi più piccoli iscritti al nido oppure alla scuola dell’infanzia). Il bimbo somatizza a tal punto la separazione da sviluppare attacchi d’asma e forti dolori addominali.

In questi casi compito dei genitori è descrivergli le tantissime cose belle che potrà scoprire e imparare soltanto attraverso l’esperienza scolastica: un luogo pieno di giochi e cose nuove dove mamma e papà lo portano per un tempo limitato e tornano sempre a riprenderlo. E’ importante far capire al bambino che la separazione sarà soltanto temporanea, ma guai a lasciarlo alla maestra e dileguarsi di soppiatto: il bimbo va salutato in maniera schietta con un bel bacio e un forte abbraccio, dopodiché si può, anzi, si deve andar via e lasciare gli insegnanti fare il proprio lavoro.

Se, invece, il problema nasce dall’ansia di separazione da parte della mamma, che ha paura che senza di lei possa succedere qualcosa di grave a suo figlio, allora sarà lei a dover intervenire su sé stessa per non far pesare al bimbo i propri disagi.

Se il rifiuto del bambino verso la scuola si manifesta ad anno iniziato, può essere dovuto anche a qualche forma di bullismo (consigli ai genitori) di cui è rimasto vittima da parte di uno o più compagni di classe. Anche qui il dialogo è essenziale così come la collaborazione con le insegnanti.

In ogni caso è importante sviluppare nei nostri figli fiducia in loro stessi e autostima (suggerimenti e consigli): carichi di questo bagaglio supereranno le difficoltà man mano che si presenteranno.