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Coronavirus: Stop a vaccini per bambini e neonati

Coronavirus, allarme nazionale

È trapelato nella serata di ieri, prima di essere ufficializzato quest’oggi, il nuovo decreto del Governo che prevede la chiusura della Lombardia e di altre 14 province italiane per cercare di contenere il contagio da coronavirus, l’epidemia che sta mettendo in ginocchio l’Italia intera. Superata quota 5.000 contagi, più della metà in Lombardia: ecco perché da oggi sarà vietato entrare ed uscire dalla Regione, se non per “gravi e comprovati motivi“. Questo però non è l’unico obbligo che dovranno rispettare gli abitanti della Lombardia.

Lombardia, stop alle vaccinazioni per bambini e neonati

In Lombardia, stop alle vaccinazioni per bambini e neonati. Dopo aver ridotto il numero di pazienti visitabili negli ambulatori, i centri vaccinali delle Asst (Aziende socio sanitarie territoriale) lombarde stanno avvisando le famiglie circa la sospensione ed il rinvio degli appuntamenti programmati. Ad annunciarlo è il segretario del Sindacato dei medici pediatri di famiglia (Simpef) Rinaldo Missaglia, che motiva così la scelta:

I centri vaccinali del territorio lombardo sono stati chiusi stanno chiamando per sospendere le sedute vaccinali che verranno rimandate in tutta la Regione. Ma è un messaggio che non ci piace questo. La questione potrebbe essere risolta con la giusta organizzazione. Noi pediatri di famiglia saremmo disponibili a supportare il sistema pubblico, anche nella veste di vaccinatori

ha spiegato.

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Si ferma l’intera attività ambulatoriale non urgente

Non solo vaccini: in Lombardia si ferma l’intera attività ambulatoriale non urgente. Come spiegato dall’assessore al Welfare della Regione Giulio Gallera, lo scopo è quello di recuperare quanto più personale possibile da poter utilizzare nei reparti di terapia intensiva e pneumologia.

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Contestualmente, Gallera ha voluto anche rassicurare tutti sul fatto che le prestazioni sanitarie, in caso di situazioni particolarmente gravi, verranno regolarmente garantite:

Voglio rassicurare i lombardi sul fatto che tutte le attività urgenti e non differibili, sia per i pazienti cronici che per il resto dei lombardi, verranno assicurate. Dalla lettura dei dati emerge che quotidianamente abbiamo 200 persone in più da ricoverare nei nostri ospedali

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