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Coronavirus, una mamma: “Io positiva, in quarantena in casa con un figlio disabile”

Coronavirus, una mamma racconta la sua esperienza durante la quarantena

Lei si chiama Fabiola Bertinotti, ed è l’autrice dell’e-book “Segregata – Una madre contro il coronavirus”. Si tratta di un racconto autobiografico, nel quale la donna ha voluto raccontare le sue settimane di quarantena, alle prese con l’ansia del virus e la paura di contagiare il figlio disabile. Tutto il ricavato delle vendite dell’e-book andrà in beneficenza a UILDM e “Intensivamente Insieme”, associazione che opera nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale e Neonatologia dell’ospedale San Gerardo di Monza.

La storia di Fabiola

Fabiola è una mamma che vive con la sua famiglia a Monza. Anche lei, durante le prime settimane di emergenza, è risultata positiva al COVID-19. Ecco perché, racconta, ha passato le giornate chiusa in una camera della sua casa, in quarantena per evitare di contagiare i genitori ottantenni e soprattutto il figlio Java, con una importante disabilità motoria.

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L’idea di raccontare quei momenti così preoccupanti nasce nel momento in cui Fabiola capisce di aver sconfitto il virus, dopo giornate passate con quaranta e mezzo di febbre.

Dal mio cuore è nato un testo che vuole essere un inno alla gratitudine, alla positività e alla speranza nonostante tutto. Segnalo che mio figlio con una distrofia facio-scapolo-omerale non ha mai ricevuto nessuna chiamata dagli enti competenti per tutto il periodo del lockdown e, pur presentando io diversi sintomi del covid-19, nessuno della famiglia ha potuto fare il test sierologico ed eventuale tampone. Abbiamo vissuto un periodo molto complicato

ha raccontato Fabiola a Ilfattoquotidiano.it.

Eppure l’ansia della donna era dovuta principalmente alla paura di contagiare il resto della sua famiglia, ed in particolare il figlio Java.

Devo confessare che il primo motivo di angoscia, se non addirittura di terrore, per me era di causare gravi problemi di salute alle persone che più amo. Mi sarei segregata per 40 anni pur di evitare una così tragica conseguenza, ma la storia è a lieto fine

ha continuato la Bertinotti, che ha poi voluto ringraziare il marito Maurizio per aver retto la pressione e la preoccupazione di quei giorni.

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La coppia ha adottato nel 2003 in Nepal Jaya, che in lingua hindi significa “colui che vince”. Oggi il ragazzo, quasi ventenne, è un brillante studente di ingegneria al Politecnico di Milano.