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Coronavirus: la diffusione durerà ancora a lungo. La parola agli esperti

In Italia è arrivato il 21 febbraio e da allora, ogni giorno corre velocemente percorrendo tutto lo Stivale, dalla cima alla punta.
Parliamo, ovviamente, del Coronavirus, il nuovo “nemico comune” che ci siamo ritrovati ad affrontare e di cui sentiamo parlare ogni ora del giorno e della notte, da ormai molti giorni.
E, purtroppo, da quanto dicono gli esperti, ne sentiremo parlare ancora a lungo.
Facciamo il punto della situazione.

Un virus in costante aumento

All’Istituto Superiore della Sanità ritengono che ci sia un piccolo rallentamento nelle zone cosiddette “rosse”, ma che, comunque, non siamo ancora entrati nella settimana decisiva e il virus, almeno per il momento, non si ferma.

Il noto quotidiano “La Repubblica” ha intervistato una serie di esperti del settore, fra i quali il professore di Igiene dell’Università di Pisa, Pier Luigi Lopalco, che ha dichiarato:

Non si vedono gli effetti delle misure di contenimento, ma è perfettamente normale. In Cina, dove pure si è usato più vigore, sono servite sei settimane per un’inversione di tendenza. […] Limitare i contatti sociali è l’unico modo per rallentare i contagi. E rallentare i contagi è l’unico modo per evitare che il virus continui a correre a briglia sciolta e porti gli ospedali al collasso.

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Non è ancora finita

Sempre intervistato da “La Repubblica”, Alessandro Vespignani, professore alla Boston Northeastern University, ha utilizzato una metafora molto efficace per far comprendere la crescita del virus:

Un re fu battuto a scacchi da un suddito e gli disse: chiedimi quello che vuoi. Lui rispose: solo un chicco di riso, che raddoppi però a ogni casella della scacchiera. Il re pensò di essersela cavata con poco, ma alla fine non bastò tutto il raccolto del regno.

Quindi, come spiega Vespignani, in Italia l’epidemia è iniziata quando già il virus era in circolazione ed è come se ci fossimo trovati già con bel po’ di chicchi in mano.

Inoltre, ha aggiunto:

Il virus resterà una presenza importante almeno per i prossimi due-tre mesi. […] Penseremo di esserne usciti. E sbaglieremo. Solo quando una fetta importante della popolazione sarà stata contagiata e avremo sviluppato la cosiddetta immunità di gregge potremo dire di aver arginato l’epidemia.

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La situazione italiana

I casi in Italia raddoppiano in media ogni 2-3 giorni e il contagio corre sempre più veloce. Ma anche se ci sembra che il Bel Paese sia il più colpito, in realtà, secondo gli esperti, a breve correrà anche negli Stati Uniti e nel resto dell’Europa.

Per fronteggiare questa ondata, la corsa contro il tempo è fondamentale. Diciamo che uno dei problemi dell’Italia è stato muoversi in ritardo perché, dal momento in cui è partito il contagio in Cina, dopo pochi giorni lo avevamo già in Italia senza saperlo, e abbiamo sottovalutato il problema, pensando che non ci riguardasse.

Gli esperti ritengono che il virus dilagherà per ancora 2-3 mesi in Italia ma non dobbiamo lasciarci prendere dal panico. Al momento, l’epidemia è dilagante perché si tratta di un virus sconosciuto al nostro sistema immunitario.

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Come contenere l’epidemia?

Tutti gli esperti sono d’accordo nel dire che ci troviamo ancora nella fase di diffusione esponenziale del virus e, allo stesso modo, sono d’accordo nel dire che la chiusura delle scuole debba durare minimo un mese, per essere realmente efficace.

Secondo Ghebreyesus, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le restrizioni sociali non finiranno presto perché ogni Stato deve mirare, innanzitutto, a contenere l’epidemia.

Ecco il video diffuso dal Ministero della Salute per la campagna di prevenzione contro il Coronovirus.

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