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Coronavirus, la paura e la “fuga” dal Nord: Ora quale effetti (Negativi) ci aspettano?

Chiusa la Lombardia e 14 province del Nord Italia

È iniziato a circolare nella serata di ieri – prima di essere ufficializzato quest’oggi – il nuovo Decreto Legge emanato dal Governo circa le misure da adottare per cercare di contenere il contagio da coronavirus. L’epidemia, arrivata nel nostro Paese a fine febbraio, sta mettendo in ginocchio l’Italia intera. Chiusa tutta Lombardia e 14 province del Nord Italia: da queste zone, non si potrà più entrare ed uscire se non in caso di “gravi e comprovati motivi“.

Il nuovo decreto legge che blinda il Nord

Nell’articolo 1 del nuovo decreto del governo, che è stato firmato alle 3.20 di questa notte, viene definito il divieto di ingresso e di uscita dalla Lombardia e da 14 province. Nel dettaglio, parliamo di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Vercelli, Novara, Verbano Cusio Ossola e Alessandria. Le nuove disposizioni saranno valide da oggi, 8 marzo, fino al 3 aprile.

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La fuga nel cuore della notte

Ecco perché in molti, tra studenti e lavoratori, hanno pensato di scappare letteralmente dai sopracitati territori per fare rientro nei paesi d’origine, o dalla famiglia. Alle 23 circa, in centinaia si sono riversati ad esempio nella Stazione Centrale di Milano per tentare di accaparrarsi un posto sull’ultimo Milano-Salerno disponibile.

Una fuga insensata e pericolosa, che ha attirato le critiche anche del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Un gesto da irresponsabili, che rischia solo di aumentare e diffondere i casi di contagio da coronavirus. Un video diffuso sul web mostra decide di uomini, donne e ragazzi di ogni età correre verso i binari che portano all’ultimo Intercity Notte Roma-Napoli-Salerno.

Follia pura. Si lascia filtrare la bozza di un decreto severissimo che manda nel panico la gente che prova a scappare dalla ipotetica zona rossa, portando con sè il contagio. Alla fine l’unico effetto è quello di aiutare il virus a diffondersi. Non ho parole

ha commentato severamente il virologo Roberto Burioni su Twitter.

Difficile dargli torto: d’altronde, da quando il COVID19 è arrivato nel nostro Paese, si sono verificati troppi casi di “fughe” da quarantene imposte o da zone rosse. Basti pensare al caso di due coniugi di Codogno, “scappati” dal proprio paese per recarsi in settimana bianca in Trentino Alto Adige: entrambi sono risultati positivi. Di recente, anche una donna contagiata è fuggita da Milano per tornare in Moldavia.

Il Sud chiude al Nord: quarantena obbligatoria

Eppure, chi sperava di fare rientro nel sud Italia indenne, si è ritrovato un’amara sorpresa. I governatori di alcune regioni del meridione hanno infatti stabilito la quarantena obbligatoria per tutti coloro che vengono dalle zone indicate dal Dpcm firmato nella notte dal premier Conte.

De Luca, governatore della Regione Campania, ha sancito “l’obbligo per i concessionari di trasporto aereo, ferroviario e autostradale di acquisire e mettere a disposizione delle forze dell’ordine e dell’unità di crisi regionale, dei Comuni e delle Asl i nominativi dei viaggiatori”. Dello stesso avviso anche il sindaco di Salerno, che sottoposto i passeggeri di bus e treni provenienti dal nord all’identificazione.

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I numeri

Insomma, quella che ad oggi vediamo sembra un’Italia spaccata in due, anche se i casi di coronavirus sono presenti in tutte le Regioni. Al momento, l’ultimo bollettino medico ufficiale parla di 5883 contagiati, 589 guariti e 233 deceduti, con un’età media di 81 anni e, nella maggior parte dei casi, con patologie già pregresse.

Il fatto che il COVID19 sembra colpire principalmente la popolazione anziana, non significa escludere a priori il resto di quella italiana, ora in bilico tra paura reale e psicosi dovuta ad un’epidemia inaspettata e che non sembra, almeno per il momento, destinata a cessare.

Le disposizioni sono chiare: bisogna evitare posti affollati, limitare gli spostamenti ed i viaggi, attenersi alle norme precauzionali diffuse e soprattutto rispettare le regole imposte in un momento d’emergenza come questo. Eppure, non accenna ad attenuarsi l’esodo di chi, in nome dell’egoismo e della più totale incuranza, molto probabilmente contribuirà all’ulteriore diffusione del virus.