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Congedo paternità a 15 giorni: bloccata la proposta di legge

Solo di recente nell’ordinamento italiano è stato introdotto il congedo di paternità obbligatorio. Sono previsti due giorni obbligatori al mese più due facoltativi da passare a casa per i primi cinque mesi di vita del bambino. Da circa un anno e mezzo è in parlamento un’altra proposta di legge, questa volta più generosa e giusta nei confronti dei papà che vogliono godere i primi giorni del proprio bambino. Questa legge prevederebbe l’astensione obbligatoria di 15 giorni durante il primo mese del figlio. Nonostante sia in parlamento da parecchio tempo la legge non è ancora stata approvata e neppure esaminata.

15 giorni durante il primo mese del bambino: bloccato il nuovo congedo parentale

La proposta di legge in questione, la numero 3376, è in parlamento dal 22 ottobre 2015. La prima firmataria è stata Titti Di Salvo del PD. Il testo di legge è stato assegnato alla Commissione Lavoro che, nonostante sia passato un anno e mezzo, non ha ancora esaminato la proposta. I 15 giorni obbligatori sono retribuiti al 100%: la retribuzione è a carico dell’Inps.

Questa proposta di legge è molto apprezzata dai papà che vorrebbero avere almeno 15 giorni nel primo mese di vita del neonato. Nonostante ciò, solamente il 21% dei papà ha utilizzato il congedo di paternità già esistente (2 giorni obbligatori per i primi 5 mesi).


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L’importanza dei papà nei primi giorni di vita del neonato

Questa proposta di legge risulta essere davvero essenziale nell’ottica della famiglia. La presenza del papà, soprattutto durante i primi giorni di vita del bambino, è fondamentale. Questi 15 giorni potrebbero servire al papà per conoscere meglio il proprio bambino e per instaurare con lui un legame più saldo.

Il congedo di 15 giorni inoltre sarà utile per prendersi cura del neonato e permettere alla mamma di riposare qualche ora in più dopo 9 mesi certamente stressanti. Purtroppo con la corrente legislazione i papà non hanno la possibile di godere a pieno dei primi momenti del figlio, i più importanti. Dopo un anno e mezzo in Parlamento la legge ancora non è passata in esame: quanto altro dovranno aspettare i papà per vedere riconosciuti anche i loro diritti?