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Compiti con i bambini, come devono organizzarsi i genitori

Compiti di scuola (quale è il metodo migliore per studiare?) da fare a casa, gioie e dolori, ma soprattutto dolori per un argomento che ancora oggi è oggetto di veri e propri dibattiti in famiglia e fuori: sono davvero utili? Servono al bambino o sono soltanto un pesante fardello? E visto che, comunque, gli insegnanti continuano ad assegnarli, i genitori come devono organizzarsi per evitare urla e strepiti da parte dei loro piccoli scolari? Cerchiamo di capirci qualcosa insieme.

Probabilmente un buon punto di partenza per affrontare l’argomento potrebbe essere l’opinione condivisa da numerosi esperti secondo i quali i compiti da svolgere a casa sono utili per i bambini per una serie di buone ragioni. Per esempio sviluppano un primo senso del dovere e della responsabilità, oltre che lo spirito di organizzazione dei più piccoli. Vengono posti di fronte a un obiettivo da raggiungere in maniera quasi del tutto autonoma ( a proposito, come gli insegniamo l’autonomia?), dunque imparano il concetto dell’impegno necessario a vincere le sfide anche con sé stessi.

E partendo da questi assunti che il genitore in primis deve avere la predisposizione per aiutare i propri figli ad avere il giusto approccio con i compiti, senza mentire: fare i compiti non è la cosa più divertente del mondo, giocare è divertente. Tuttavia il bambino deve capire che i compiti sono ugualmente importanti (come gli facciamo capire l’importanza dello studio?), rientrano tra quei doveri che, crescendo, aumenteranno sempre di più.

È importante che quest’attività non sia fonte di stress per i bambini, altrimenti si rischia di farli odiare libri e quaderni. Bisogna fare in modo che diventi un’abitudine dando poche ma precise regole.

Per esempio, quando fare i compiti? Subito dopo pranzo? Prima facciamo un riposino? Giochiamo un po’? E’ una cosa che si decide insieme ma che, una volta organizzata, il bimbo dovrà sempre rispettare, un vero impegno che lo aiuterà a imparare ad autoregolarsi.

Anche il luogo dove fare i compiti è importante. Dev’essere ordinato, ben organizzato, ovviamente senza tv, videogiochi e altri aggeggi simili nelle vicinanze. L’ideale sarebbe la sua cameretta, ma se ci sono altri fratelli andrà bene anche la cucina o una qualsiasi altra stanza della casa purché con la giusta atmosfera di ordine e calma.

Altra nota dolente: lo aiutiamo o lasciamo che faccia tutto da solo anche a costo di sbagliare? Naturalmente se nostro figlio ci chiede una mano (non di fare l’intero compito al posto suo) dobbiamo essere pronti ad aiutarlo in maniera paziente, senza urlare o arrabbiarci se continua a non capire qualcosa. Non dobbiamo stressarlo, piuttosto dargli fiducia e rafforzare la sua autostima (suggerimenti e consigli per promuoverla nei bambini). Lui deve sapere che ci siamo e che sappiamo quali sono le sue capacità.

Facciamogli notare e, soprattutto, capire quando e cosa sbaglia. Non limitiamoci a correggerlo passivamente solo per mandarlo a scuola con il compito preciso: non aiutiamo lui e non aiutiamo la maestra a capire il reale grado di preparazione dei bambino.

La cosa importante è controllarlo a distanza, cioè senza farsi troppo notare in modo che il bambino diventi pian piano sempre più autonomo in tutto ciò che riguarda le attività scolastiche.

Se notiamo che nostro figlio non riesce a superare il momento dei compiti e sfodera mille scuse per non farli, non diamo per scontato che sia soltanto un lavativo perché potrebbe anche nascondere qualche disagio serio. Parliamo con lui, teniamolo d’occhio, confrontiamoci con gli insegnanti per capire cosa stia davvero accadendo.