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Come spiegare ai bambini di avere una malattia (grave)

L’anno scorso una cara amica ha avuto un tumore al seno, per fortuna ora del tutto superato: dopo un’operazione, un ciclo di chemio e un intervento ricostruttivo.
Questa amica, mamma di due bambini maschi di 7 e 4 anni, ha dovuto affrontare oltre che le sue paure, e quelle di noi tutti adulti che gli stavamo vicini, a partire dal marito, anche le paure dei suoi due bambini.

Perché specie con la caduta dei capelli dovuta alla terapia, non ha potuto evitare di parlare ai bambini di che cosa le stava succedendo.

Il problema maggiore è stato con il bambino più grande, il più attaccato alla madre, che proprio perché più grande ha visto di più i cambiamenti della madre.

Quando lei è stata ricoverato e operata d’urgenza, nel giro di 5 giorni, il bambino per due giorni non ha mangiato, perché non capiva dove era la madre e vedeva solo persone, tra cui il padre uscire e rientrare d’urgenza da casa.

Lui è suo fratello erano a casa con la nonna materna che cercava di nascondere le emozioni, e inoltre hanno continuato ad andare a scuola, dove anche la maestra del primogenito ha notato subito che il bambino era più silenzioso e preoccupato del solito.

Quando è tornata a casa la mamma ha dovuto spiegargli che avendo il drenaggio dell’operazione doveva stare attento a prenderli in braccio o abbracciarli o a giocare con loro e poi ha dovuto prepararli ai lunghi mesi che stavano per venire con la terapia.

Lei stessa è un’educatrice d’infanzia, anche se non lavora, fa solo la mamma per ora: consigliata dai suoi studi e da varie colleghe e amiche ha scelto di spiegare il più possibile al suo bambino più grande su cosa stava attraversando la mamma e quali cambiamenti avrebbe potuto vedere in lei nei mesi seguenti.

Infatti la sincerità è la migliore soluzione con bambini sensibili che hanno bisogno di non perdere fiducia in lei, cosa che potrebbe succedere se scoprono che gli si sono dette delle bugie.

“La mamma deve prendere delle medicine in questi mesi, per cui dovrà tagliarsi i capelli anche corti, e per cui potrebbe essere più stanca del solito, ma sono malattie che passano, come quelle che prendi tu tutti gli inverni, solo che le medicine da prendere sono un po’ più forti degli antibiotici per la gola che prendi tu per le tonsille”.

Storie rassicuranti, ma vere, per far vivere anche questa eccezionalità come fosse normalità ai propri figli. Perchè tutto bisogna spiegare ai bambini, con le giuste parole, anche la morte, come abbiamo sempre detto.

Far monitorare il bambino anche dalle maestre a scuola sulle sue reazioni, sulla sua aggressività se aumenta, perché semmai è preoccupato, sul suo rendimento scolastico. Farlo distrarre con uscire più dedicate in famiglie, dedicargli tutto il tempo possibile per seguirlo e giocare con lui, spiegargli tutto per non nascondergli nulla!

Sono stati mesi lunghi e difficili, ma tutto è passato! Anche l’operazione di ricostruzione plastica per cui la mia amica si è dovuta ricoverare di nuovo e stata vissuta come un ulteriore passo, quello finale, di questa fase della mamma, in cui è stata malata, ma come tutte le malattie, è ora passato!

Sperando sempre che tutte le malattie davvero, (magari!) passino per tutti! 🙂

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