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Come farsi ubbidire dai bambini senza urlare

Ammettiamolo: li adoriamo, per loro faremmo davvero di tutto (compreso sopportare moderatamente in silenzio i i dolori del parto) ma spesso i nostri bambini ci fanno letteralmente perdere la pazienza. Un capriccio sciocco, un pianto isterico che non vuole saperne di finire, il rifiuto di ubbidirci, tutti comportamenti ‘normali’ nei più piccoli che quando accadono in un momento che per i genitori è davvero ‘no’ possono generare comportamenti anche esagerati da parte degli adulti, tipo urli e sculacciate (che non sono la soluzione, ma perché?): ce ne pentiremo dopo nemmeno 5 minuti, ma in quel momento ci sembra di esserci davvero liberati di un peso. E allora è questo il dilemma: come farsi ubbidire dai bambini senza dove ricorrere a sgridate e punizioni (che pare trasformino i bimbi in potenziali Pinocchio…)?

Innanzitutto va precisato quello che sostengono anche numerosi esperti del settore e ricerche: urlare contro un bambino che ha appena combinato una marachella, strattonarlo e sgridarlo pesantemente farebbe male alla sua autostima, addirittura provocherebbe in lui stati depressivi e antisociali.

Partiamo dall’inizio del problema: oggi come oggi non esiste più il modello educativo del passato quando i genitori, soprattutto la figura paterna, fondavano il rapporto con i figli sulla paura. Oggi esiste un altro modello educativo, basato soprattutto sull’accudimento dei bambini che, però, a volte può generare frustrazione negli adulti, soprattutto quando i figli rispondono a coccole, tenerezze e concessioni con capricci e disubbidienze. E’ a questo punto che il genitore si arrabbia, e anche parecchio, e si sfoga, o crede di farlo, ricorrendo alle urla e anche alle sculacciate.

Secondo psicologi e pediatri alla base di entrambi i comportamenti errati, i capricci del bimbo e la rabbia dell’adulto, ci sarebbe proprio l’eccessivo accudimento riservato ai più piccoli che i genitori vorrebbero far coincidere con l’educazione ma che, spesso, nel ragazzino genera solo una confusione dei ruoli.

Per evitare, o comunque, cercare di evitare tutto questo bisogna dare al bimbo delle regole chiare e precise che contribuiscano a mantenere anche la giusta distanza dai genitori: io ci sono, ti voglio bene ma l’educazione è un’altra cosa.

Regole, innanzitutto, che non siano comandi perentori ma delle frasi dette con voce calma ma ferma affinché arrivino bene e quanto prima all’obiettivo ‘sensibile’.

Ovviamente devono essere entrambi i genitori a stabilire queste regole che devono essere chiare e semplici, adeguate all’età del bambino e con una motivazione pedagogica precisa.

Naturalmente non ci aspettiamo che nostro figlio ci ascolterà sempre e subito, ma anche noi adulti dovremo essere coerenti con l’organizzazione educativa che abbiamo scelto e, soprattutto, come al solito, molto pazienti.