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Il significato dei codici di accesso al Pronto Soccorso

Di recente ho avuto l’occasione di frequentare il Pronto Soccorso pediatrico della mia città: il mio bambino, di sette settimane, da qualche giorno aveva una brutta tosse e raffreddore. Al comparire di un’alterazione di temperatura, la pediatra mi ha consigliato di andare in Pronto Soccorso per scartare l’ipotesi di una bronchiolite. L’infermiere del triage ci ha dato un codice di accesso di colore verde…

Ma quali sono i colori di accesso di un Pronto Soccorso? E cosa significano? L’accesso al Pronto Soccorso prevede un primo approccio da parte del personale infermieristico che effettua il triage, ossia una raccolta di dati e informazioni sul motivo che ci ha portato a farci visitare e dei parametri vitali ritenuti necessari.

Oltre a questo, gli infermieri del triage devono assegnare il “codice di gravità” al nostro caso. I colori di accesso sono quattro e sono definiti dal Ministero della Sanità.

Eccoli:

  1. Codice rosso
  2. Caso molto critico, pericolo di vita, priorità massima, accesso immediato alle cure. Il trattamento di questi bambini ha priorità assoluta. Il tempo di attesa per l’accesso alle cure è stimato in zero minuti.

  3. Codice giallo
  4. Caso mediamente critico, presenza di rischio evolutivo, possibile pericolo di vita. Il trattamento di questi bambini avviene in tempi rapidi, stimati al massimo in 30 minuti.

  5. Codice verde
  6. Caso poco critico, assenza di rischi evolutivi, prestazioni differibili. La presa in cura di questi bambini avviente dopo i codici rossi e gialli e l’attesa, che può essere prolungata, è stimata in 90 minuti.

  7. Codice bianco
  8. Caso non critico, pazienti non urgenti. Il trattamento di questi bambini avviene dopo la risoluzione dei casi più gravi, dunque l’attesa può essere molto prolungata e difficilmente stimabile.