Che fare se a 2 anni dice solo la parola ‘mamma’?

Solitamente con i due anni arriva la fase cosiddetta della ‘esplosione linguistica’ quando il piccolo vocabolario dei nostri bambini all’improvviso si arricchisce di paroline nuove, fino a quel giorno soltanto ascoltate dai grandi e che, d’un tratto, vengono fatte proprie anche dai più piccoli di casa. Non più soltanto le classicissime mamma e papà, non più soltanto espressioni onomatopeiche, ma vere e proprie paroline, magari dette in maniera buffa ma che, però, ci fanno capire che nostro figlio sta iniziando davvero a parlare. Normalmente a quest’età il 50% dei bimbi produce una media di 150 parole. Per questo motivo se a 24 mesi dice soltanto la parola mamma il genitore può allarmarsi e decidere di parlarne con il pediatra per capire se esiste davvero un problema o se molto più semplicemente abbiamo a che fare con un pigrone.

In casi del genere il pediatra potrebbe consigliare una visita dall’otorino per sottoporre il bambino a un esame audiometrico e foniatrico (come capire se il bambino ha problemi di udito?). Questo servirà, per esempio, a escludere che abbia sofferto di ‘otitis media’ che potrebbe aver lasciato delle cicatrici sul timpano tali da impedire il corretto arrivo del suono.

Esclusi problemi di udito, un’altra visita utile sarebbe quella da una logopedista (quando il bambino ha bisogno della logopedia?) che ha gli strumenti adatti per capire se il ritardo nell’apprendimento del linguaggio è dovuto a un problema di natura fisica (per esempio un erroneo movimento della lingua, il palato stretto, ecc ecc) oppure di natura neurologica.

Certamente sono esami che vanno fatti con la dovuta serenità perché, se fino a questo momento non sono sopraggiunti comportamenti ‘anomali’, 24 mesi sono ancora troppo pochi per iniziare a preoccuparsi in maniera troppo ansiosa, trasmettendo al piccolo una ‘responsabilità’ enorme che potrebbe ulteriormente bloccarlo.

Perché la natura del problema potrebbe essere anche un’altra, e cioè che al bambino fa ancora comodo continuare ad esprimersi a gesti visto che gli adulti sono pronti ad eseguire ogni suo comando. Vuole le caramelle che si trovano nello scaffale della cucina? Se assecondiamo il suo desiderio appena indica con il ditino il mobile, lui continuerà a fare così ancora per molto tempo, senza sforzarsi di articolare una qualche frase complessa. Stuzzichiamolo, rendiamoli la vita più difficile, chiediamoli cosa vuole di preciso: in questo modo gli daremo una grossa mano nell’utilizzare paroline nuove.

E’ importante che il piccolo venga stimolato: parliamo molto con lui, indichiamo gli oggetti e il loro nome, chiediamogli come si chiamano le cose quotidiane che lo circondano, leggiamo le favole, compriamo libri che abbiano delle belle illustrazioni colorate in modo da attirare la loro attenzione.