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Che cos’è il canale del parto

Il canale del parto si compone dal cosiddetto cingolo osseo del piccolo bacino, naturalmente al quale si aggiungono le parti molli. Le parti molli rappresentano le sezioni che si distendono facilmente e per questa motivazione non oppongono resistenza all’ espulsione fetale, anzi non la ostacolano in alcun modo. In realtà, l’ostacolo maggiore è rappresentato esattamente dal canale osseo e nello specifico dallo stretto medio ed inferiore del bacino, nonostante le ossa sacro e coccige sono dotate di un’ampia mobilità sfruttabile soprattutto in posizioni verticali.

Il canale osseo è costituito da una sezione anteriore che misura fino a 5 centimetri, e quella posteriore fino ai 12.

Osservando dall’ alto lo stretto superiore del bacino possono essere individuati i cosiddetti diametri: da quello antero-posteriore (dalla sinfisi pubica al promontorio del sacro, coniugata vera, ostetrica o diagonale) a quello obliquo, dal trasverso medio a quello massimo, tutti definiti sulla base degli indici di riferimento a livello del bacino materno.

Nello stretto superiore il feto deve adattare i propri diametri (corrispondenti ai diametri cefalici nelle presentazioni cefaliche, appunto) a quelli del bacino materno (fenomeni di riduzione diretta o indiretta).

Nello stretto medio le spine ischiatiche rappresentano l’ostacolo più grande, lateralmente nel canale. E’ esattamente in questo momento che il bambino dovrà “lavorare” a lungo per superare questa difficoltà ed avvicinarsi al momento della sua nascita.

Nello stretto inferiore, invece, si presentano i diametri più ristretti, nonostante la facilitazione garantita dal coccige “respingibile” che ne incrementa il passaggio. Una condizione di normalità (presentazione cefalica, vertice OISA) inizialmente presenterà queste condizioni: il diametro sottoccipite-bregmatico passerà dal diametro obliquo materno a quello antero-posteriore.

In parole semplici? La nuca del bambino (l’occipite) dovrebbe uscire superiormente, con la faccia in giù, per poi ruotare esternamente, portando il volto del bimbo verso la coscia sinistra della mamma (e quindi ritornando a “coinvolgere” il diametro obliquo materno).

Rapporti anomali tra corpo mobile (feto) e canale del parto (bacino e parti molli) potrebbero comportare una sproporzione feto-pelvica e rappresentare un rischio in corso di travaglio di parto.

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