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“Basta compiti, dopo scuola si deve giocare!”: il post di una mamma crea polemica

Sta facendo il giro del web il post scritto su Facebook da Anna, una mamma milanese che, stufa dei troppi compiti assegnati alla figlia Mariasole, ha deciso di scrivere una giustificazione sul diario della figlia, e l’ha poi fotografata e postata sui social.

Gentili maestre, Mariasole non ha potuto studiare storia, perchè dopo 8 ore di scuola, dalle 17.00 alle 19.30 ha dedicato il suo tempo libero restante in attività ricreative e sportive!“, si legge nella giustificazione della donna milanese.

La protesta della mamma ha ovviamente aperto un dibattito tra gli utenti del web, divisi tra chi lo trova “diseducativo” e di “cattivo esempio”, e chi invece ne apprezza il coraggio e ne condivide il pensiero. E contro chi scrive “Ai miei tempi le mamme non discutevano quello che le maestre dicevano o facevano“, c’è chi risponde che “l’importante è che che i bambini siano attenti e responsabili durante le ore di scuola, dopo basta e testa libera!“.


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Reazioni contrastanti che ci riportano indietro nel tempo, ad un mese fa, quando un uomo di Varese, papà di Mattia, in un lungo sfogo su un foglio bianco, ha spiegato i motivi per cui suo figlio non aveva svolto i compiti per le vacanze estive. “Mio figlio poteva riempire la sua estate con numerose attività e coltivare interessi personali in grado di stimolare le sue capacità meglio dei compiti a scuola. E così ha fatto“.

Probabilmente né il papà di Mattia, né la mamma di Mariasole si aspettavano di alzare un polverone del genere: quello che hanno voluto fare è stato condividere il loro “atto di ribellione” nel dibattito, da sempre esistente, del troppo carico di lavoro a casa per i piccoli studenti. “Voi avete nove mesi per insegnarli nozioni e cultura. Io solo tre mesi per insegnarli a vivere“, affermava un mese fa il papà di Varese.