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Capricci? Gridare non serve: ecco il perché!

Capricci dei bambini? Urlare non serve!

I capricci dei bambini sono il cruccio di tutti i genitori. È molto difficile, infatti, trovare un bambino che, in alcune fasi della vita in particolare, non manifesti il dissenso o il nervosismo senza urla e strilli. E altrettanto raro è un genitore che non abbia mai alzato la voce per tentare di contenere o contrastare queste manifestazioni che, se pur naturali, mettono a dura prova la pazienza di mamma e papà. Ma urlare è davvero utile a impartire un’educazione ai figli? Si esprime, a riguardo, Daniele Novara, pedagogista e formatore, nonchè autore del libro “Urlare non serve a nulla”.

Urlare non serve a nulla. Ecco il parere di Daniele Novara

Daniele Novara, pedagogista e formatore presso il Centro psicopedagogico per la gestione dei conflitti di Piacenza, risponde ai dubbi dei genitori alle prese con l’educazione dei figli. Nel libro “Urlare non serve a nulla” spiega, infatti, che alzare la voce per contenere i capricci dei bambini non solo non serve a impartire una buona educazione, ma risulta anche deleterio per il genitore, il figlio, e la relazione tra i due. Reiterare questi comportamenti può infatti generare nei figli comportamenti aggressivi, o mancanza di empatia verso gli altri bambini.

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Perchè i bambini fanno i capricci

Iniziamo con il definire cosa sono i capricci e cosa rappresentano. La parola capricci, infatti, è una sorta di contenitore che racchiude tutti quei comportamenti che il genitore interpreta come devianti rispetto alla sua volontà. Il capriccio è un comportamento che genera tensione tra genitori e figli, ma è quasi sempre generato da un’interruzione di una routine chiara del bambino o la mancanza di regole certe. I bambini, in quanto abitudinari, hanno infatti bisogno di paletti, orari e regole, che diano loro sicurezza e una corrispondenza logica tra azione e conseguenza.

foto urlare non serve bambina

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Urlare non serve. Come affrontare i capricci dei bambini?

Appurato che urlare non serve a nulla, come affrontare nel modo giusto i capricci dei bambini? Innanzitutto la prima cosa da fare è stabilire delle regole univoche, concordate tra i genitori che non lascino spazio a interpretazioni o confusione. Se, poi, si verifica il capriccio, bisogna restare calmi e rispondere in modo fermo. Spazientirsi se il bambino non risponde velocemente non serve a nulla, perchè mortifica i figli e genera sensi di colpa nel genitore. Bisogna, infatti, tenere presente che al bambino serve più tempo per elaborare ed eseguire il compito.

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Da “genitore emotivo” a “genitore educativo”

Secondo Daniele Novara, i genitori di oggi sono troppo disponibili, tanto da sostituirsi completamente ai figli nell’eseguire tutte le attività, per così dire “scomode”. Il risultato di tale educazione è che i figli, una volta che non ottengono ciò che vogliono, utilizzano le urla per imporre la propria volontà. L’evoluzione che i genitori di oggi devono compiere, secondo il pedagogista, è quella da “genitore emotivo”, servizievole e disponibile, a “genitore educativo”, che non vuole lasciare al caso l’educazione dei figli, ma che fissa delle regole certe. Per diventare un genitore di questo tipo è necessario essere perfetti? Certamente no, ma è necessaria una buona organizzazione, che consente di instaurare una routine e dare sicurezza.

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