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Bonus Bebé negato a una mamma, l’Inps replica: “È troppo giovane”

Il bonus bebè consiste in un assegno di 80 euro al mese per ciascun figlio nato (oppure adottato) dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, per un’età massima di 3 anni, che spetta, o meglio, dovrebbe spettare, a tutte le neo mamme o famiglie adottive con ISEE inferiore a venticinquemila euro, mentre, per le famiglie a reddito basso, fino a settemila euro, e l’importo è raddoppiato da 80 a 160 euro.

Dovrebbe spettare perché oggi Francesca, una mamma siciliana con reddito ISEE inferiore a settemila euro, si è vista negare la possibilità del bonus. Il motivo? Troppo giovane. Effettivamente la giovanissima mamma di Giorgio ha appena quattordici anni, ed è una studentessa al primo anno delle superiori. Tramite Romina, la nonna del piccolo che ha appena 35 anni e fa l’impiegata, la ragazza ha fatto richiesta all’INPS, ma la giovane mamma non ha visto ricevere alcuna risposta:

Romina, insospettitasi, ha chiesto spiegazioni, e una volta chiamato il servizio clienti, si è vista rispondere che “il bonus bebè non poteva essere corrisposto in quanto mia figlia Francesca, madre del piccolo, era troppo giovane e dunque non censita all’INPS, in quanto studentessa“.


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Immediatamente le due si sono rivolte al patronato Agitalia, Associazione per la giustizia in Italia, che ha subito aperto delle pratiche per “valutare le dovute azioni giudiziarie“, annunciando una causa al Giudice di Pace per “creare un precedente che potrà tornare utile a tante giovanissime madri“, soprattutto in questi anni in cui l’età media della maternità sta diminuendo notevolmente.