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Bonus Bebè: cosa succede se la domanda si fa in ritardo

Il Bonus Bebè è un grande aiuto economico per tutte le famiglie italiane. Ma cosa succede se la domanda per l’agevolazione non si consegna nei tempi richiesti? Niente paura: i soldi arrivano lo stesso ma con ritardo.

La richiesta per il Bonus Bebè va fatta entro i primi 90 giorni dal parto, ovvero entro i primi tre mesi di vita del bambino per il quale si richiede l’agevolazione. La domanda va compilata in via telematica tramite l’Inps e possono farla solo le famiglie che hanno un reddito inferiore ai 25 mila euro.

Se si consegna la domanda per il Bonus Bebè oltre i tre mesi richiesti l’Inps accetta lo stesso la richiesta ma la famiglia riceverà meno soldi rispetto agli altri. Gli 80 euro al mese (o 160 nel caso si abbia un reddito Isee inferiore ai 7 mila euro) cominceranno ad essere elargiti a partire dal mese in cui si fa domanda e non dal mese in cui è nato il bambino.


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L’assegno del Bonus Bebè arriva puntualmente il mese successivo alla domanda e può essere speso a discrezione dei genitori.

Nel 2017 sono tante le novità in arrivo: il Governo è pronto a raddoppiare la cifra del Bonus Bebè e ad aumentarne la durata. Se oggi l’agevolazione è valida solo per tre anni, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin vuole portarla a cinque. In più si sta discutendo di introdurre eventuali Bonus già in gravidanza insieme a Voucher per asili nido e baby sitter. Le attuali proposte, però, sono per il momento ancora al vaglio e non c’è dunque nulla di concreto.