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Bonus Baby Sitter di 600 euro: requisiti e come fare domanda

Bonus baby sitter

Tra le spese per il bebè non di poco rilievo sono quelle attinenti l’asilo nido e la baby sitter. Molte mamme dopo il periodo di congedo obbligatorio devono rientrare al lavoro, seppur a malincuore ed i costi per l’accudimento del piccino incidono significativamente sul bilancio familiare. Anche quest’anno il Governo ha previsto un bonus baby sitter, per sostenere le mamme lavoratrici. Vediamo quali sono i requisiti per ottenerlo e come fare domanda.

Lo Stato concede un’agevolazione alle mamme lavoratrici che, al termine del congedo di maternità, scelgono di rientrare subito al lavoro. Questa agevolazione si concretizza in un contributo economico, da richiedere all’Inps. Accettata la richiesta, la donna disporrà di 600 euro di voucher al mese, al fine di pagare le spese dell’asilo nido e della baby sitter.

Hanno diritto al bonus baby sitter le lavoratrici dipendenti, pubbliche e private e le libere professioniste, purché iscritte alla gestione separata Inps. Scadenza voucher: la domanda deve essere presentata agli appositi uffici Inps, entro 11 mesi successivi alla fine del congedo obbligatorio di maternità. Attualmente è possibile compilare la modulistica anche telematicamente.

Il voucher baby sitter Inps di 600 euro al mese, è concesso per 6 mesi. Tale contributo è previsto anche per le mamme con un lavoro part-time; l’ammontare del bonus, in questo caso, è calcolato in misura proporzionale alle ore lavorative.

Baby sitter

Alcuni genitori preferiscono una baby sitter a cui affidare il piccino durante le ore di lavoro. In questo modo il bebè avrà cure esclusive e tutte le attenzioni di una persona qualificata che stimolerà la sua crescita. La ricerca della baby sitter non è semplice. I genitori devono potersi fidare della persona a cui affidare il figlio. Ecco perché è consigliato, una volta individuata la persona, farle trascorrere del tempo in casa in nostra presenza: noi potremo confermare la scelta e rassicurarci; lei prenderà confidenza con la casa, con il nostro metodo educativo e di accudimento e, soprattutto, inizierà ad instaurare una relazione con il bambino di cui si occuperà. In questo modo, una volta rientrata al lavoro, la separazione dalla mamma sarà meno spaventosa per il bebè che avrà la compagnia di un volto conosciuto.

Come trovare una valida baby sitter? Oggi, attraverso internet, possiamo facilmente accedere ad un sito baby sitter, per selezionare la persona con le caratteristiche professionali da noi richieste. Nella pagina che si apre, oltre al nome delle professioniste un breve curriculum ci permetterà di contattare quelle con le quali fissare un incontro.

Baby sitting

L’intervento di baby sitting prevede l’accudimento occasionale dei propri figli, da parte di una terza persona. La peculiarità principale del servizio è la flessibilità oraria, che permette alla mamma lavoratrice di svolgere la propria attività, senza essere vincolata dagli orari degli asili nido. Se i nidi prevedono orari stabiliti di entrata e di uscita del servizio, il baby sitting offre una disponibilità spalmata nell’arco della giornata, anche serale e presso il domicilio del bambino.

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Voucher baby sitter

Le mamme lavoratrici che compilano il modulo per il bonus infanzia presso l’Inps, sono tenute a selezionare il tipo di contributo di cui usufruire tra il voucher baby sitter o il contributo per l’asilo nido, indifferentemente che sia pubblico o privato.

Inps voucher baby sitter: la mamma a cui spetta il contributo, può ritirare i voucher, presso gli uffici preposti dell’Inps, per l’intera somma oppure a cadenza mensile. Il ritiro deve avvenire entro e non oltre 120 giorni dalla ricezione della comunicazione di accettazione della domanda. Se i buoni non vengono ritirati entro la data stabilita, l’agevolazione decade.

I voucher baby sitting devono essere utilizzati entro la loro data di scadenza, indicando il periodo di inizio e di fine prestazione, il luogo di erogazione del servizio, oltre al codice fiscale del beneficiario.

Asili nido

Il contributo di 600 euro al mese per 6 mesi, può essere scelto per pagare gli asili nido. Ecco la procedura. Sul sito preposto dell’Inps scegliamo la struttura d’infanzia, per cui l’Ente previdenziale riconosce questa agevolazione. Quindi presenteremo all’Inps il pagamento della retta dell’asilo in cui è iscritto il bambino, insieme alla documentazione rilasciata dall’asilo attestante la frequenza del piccino.

Se volete ricevere questo contributo sbrigatevi a presentare la domanda. I voucher verranno assegnati secondo l’ordine di presentazione delle domande, fino al 31 Dicembre 2018.

Oltre ai voucher Inps baby sitter ed al voucher asilo nido, il governo ha stabilito un contributo economico per aiutare anche le mamme disoccupate o casalinghe. Si tratta di un bonus asilo nido di 1000 euro l’anno, erogato per 3 anni, per facilitare la frequenza dei bambini negli asili. Hanno diritto a tale contributo, per avere supporto all’assistenza nella propria abitazione, i bambini al di sotto dei 3 anni, affetti da gravi patologie croniche.

Il bonus spetta alle famiglie i cui bambini siano nati da Gennaio 2016, indipendentemente dal reddito familiare.