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Blue monday, che cos’è? Il giorno più triste dell’anno

Oggi è il lunedì più nero dell’anno. Il Blue Monday, il giorno più triste nell’arco dei 12 mesi. Si celebra il terzo lunedì di gennaio. Ma qual’è l’origine di questa giornata? Vediamola insieme.

L’origine del Blue Monday

A calcolare la data del fatidico lunedì è stato quasi per scherzo, nei primi anni 2000, Cliff Arnall, uno psicologo dell’Università di Cardiff che, tramite una complicata equazione (che prende in considerazione alcune variabili come il meteo, i sensi di colpa per i soldi spesi per i regali di Natale, il calo di motivazione dopo le Feste e la crescente necessità di darsi da fare) ha calcolato che questo è proprio il giorno più nero dell’anno.

La tristezza deriverebbe dalla combinazione di più fattori: si è stufi dell’inverno, si iniziano a sentire le conseguenze delle spese effettuate a Natale e si percepisce maggiormente la stanchezza del rientro al lavoro dopo le vacanze. Nulla di seriamente scientifico, naturalmente. Anzi, nei confronti della tristezza, psicologi e psichiatri consigliano di adottare una diversa ottica, mirata a valorizzare il singolo momento. Ricordano però che anche la malinconia è un’emozione tutto sommato da rivalutare perché può diventare momento di riflessione.

Il presidente della Società italiana di psichiatria, Claudio Mencacci, afferma: “Anche la tristezza è un’emozione, dunque viviamola come tale“. Aggiunge che “è giusto accogliere in noi un arcobaleno di emozioni, incluse quelle negative, perché così potremo dare un corretto valore a tutte le altre“.

La teoria del giorno più triste dell’anno ha trovato parecchi detrattori sulla sua strada. Esiste un movimento, chiamato Stop Blue Monday, che la definisce anti-scientifica. Anche alcuni matematici, nel 2006, presero le distanze da questa equazione perché la ritenevano inaffidabile.

Per il giorno più felice dell’anno, invece, bisogna aspettare giugno. Gli stessi analisti hanno calcolato che l’ Happiest Day cade intorno al solstizio d’estate, fra il 21 e il 24 di giugno. Se è vero, bisogna avere ancora un po’ di pazienza.