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Banche del latte: cosa sono e come funzionano

Blud è l’acronimo di Banche del latte umano donato e sono delle strutture sanitarie presenti in diversi ospedali pubblici con la funzione preziosa di garantire una disponibilità costante di latte umano per tutti quei neonati nati con specifici problemi clinici, soprattutto quelli pretermine, ovvero prematuri. In Italia esiste una vera e propria rete delle banche del latte che mette in campo un’azione sinergica in modo da centrare sempre l’obiettivo fondamentale che queste strutture si propongono: un aiuto determinante per la salute dei lattanti in difficoltà.

Le Blud, parte integrante dei reparti di terapia intensiva e di patologia neonatale, raccolgono, conservano, controllano scrupolosamente e alla fine distribuiscono in maniera totalmente gratuita il latte a quei bambini che ne hanno bisogno perché, per una serie di motivazioni, non hanno a disposizione il nutrimento direttamente dalla propria mamma.

Le banche del latte si rivelano un aiuto prezioso, addirittura vitale, soprattutto per i neonati cosiddetti prematuri, quelli che sono nati con un anticipo consistente rispetto al normale periodo e non hanno potuto completare il proprio sviluppo nell’utero materno. Solitamente alla nascita possono presentare problemi diversi, per esempio l’intolleranza alimentare e una maggiore predisposizione alle infezioni. In questi casi particolari i neonati vengono tenuti in terapia intensiva, lontano dalla mamma che, comprensibilmente sotto stress, può subire una riduzione del latte fino a perderlo del tutto. Quale situazione più adatta per usufruire di una banca del latte materno?

Anche altre categorie di neonati possono averne bisogno, per esempio quelli con malattie gastrointestinali, metaboliche, cardiache, renali.

Solitamente la mamma donatrice è una donna che produce una quantità di latte superiore a quello di cui ha bisogno il proprio bebè. Ovviamente non tutte possono mettere a disposizione il proprio latte, infatti le le aspiranti donatrici vengono sottoposte a uno screening medico ad hoc, di tipo clinico e infettivologico.

Dopo aver superato il test, le donne ‘reclutate’ ricevono l’attrezzatura necessaria (tiralatte e raccoglitori) e tutte le informazioni di cui hanno bisogno per donare il latte al meglio. Di solito le banche raccolgono il latte a domicilio e in maniera programmata. Quindi, giunto a destinazione, viene sottoposto a test batteriologici,pastorizzato e conservato a una temperatura di – 20°C.

Soltanto a questo punto il latte può essere utilizzato, distribuito dalle banche in base alle priorità, per il tempo strettamente necessario e gratuitamente.

Per sapere dove si trova la banca del latte più vicina a casa nostra (in Italia sono 30, la maggior parte in Toscana) basta consultare il sito dell’Aiblud, l’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato.