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I bambini esposti al piombo da piccoli saranno problematici da adulti

Attenzione al piombo. Questo è quello che raccomandano gli esperti per quanto riguarda la salute dei nostri bambini. Il metallo pesante in questione – una volta contenuto anche nella benzina, poi bandito – è ancora oggi diffuso in quantità massiccia nell’ambiente. Ma uno studio firmato dai ricercatori della Duke University a Durham lancia l’allarme: i bambini che sono eccessivamente esposti al piombo da piccoli avranno non pochi problemi da adulti.

Esposti al piombo da piccoli, problematici da adulti

La ricerca è stata pubblicata su Jama, rivista specializzata dell’American Medical Association, e riportata dal Corriere della Sera. Il primo autore dello studio, Aaron Reuben, ha sottolineato quanto il piombo sia tossico per molti organi, soprattutto perché si accumula nel sangue e tramite la barriera ematoencefalica raggiunge il cervello, compromettendone lo sviluppo.

Lo studio

L’indagine ha avuto come protagonista una popolazione di 560 persone nate in Nuova Zelanda negli anni Settanta – a Dunedin – seguite e monitorate costantemente fino all’età di 38 anni. L’obiettivo dei ricercatori americani era quello di valutare non gli effetti immediati sul cervello, piuttosto quelli a lungo termine.

Ne è emerso che quelli che a undici anni presentavano livelli di piombo nel sangue più alti, a 38 anni, oltre che ad un quoziente intellettivo più basso, avevano meno possibilità di trovare lavoro e versavano in una condizione socio economica peggiore rispetto a chi, da piccolo, non aveva avuto contatti con questo metallo.

Tutto questo è possibile perché, per ogni 5 microgrammi di aumento di piombo nel sangue all’età di undici anni, il quoziente di intelligenza diminuiva di 1,6 a 38 anni, a causa di una compromessa abilità di ragionamento e di memoria.

La pericolosità del piombo nell’ambiente

La ricerca pone cosi l’attenzione su una tematica importante e dibattuta, ovvero la pericolosità di una alta esposizione al piombo. Nonostante i ripetuti tentativi di eliminare questo metallo dall’ambiente, rimane ancora alto il rischio di rimanerne eccessivamente esposti, data la sua massiccia presenza nell’ambiente che viviamo.