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Assegno per tutti i figli fino ai 26 anni: la proposta in Parlamento

Novità per genitori con figli a carico. È in arrivo infatti l’assegno universale che andrà a sostituire tutte le esistenti agevolazioni in vigore per le famiglie. Il bonus è previsto nella legge n. 1473, presentata al Senato nel 2014 e che solo in questi giorni ha ripreso il suo iter parlamentare.

Assegno Universale: cos’è

Si tratta di un vero e proprio assegno per ciascun figlio a carico. Questo perché lo scopo della commissione Finanze del Senato – che avanzò quasi tre anni la proposta – è quello di riscrivere le detrazioni e gli assegni familiari traducendoli in un unico grande strumento universale, progressivo oltre una certa soglia ISEE, e che vada a scomparire gradualmente per le famiglie più abbienti. La proposta consisterebbe anche nell’assegnazione del denaro indipendentemente dal lavoro dei genitori.

In cosa consiste il bonus

L’importo è diverso a seconda dell’età dei figli. Secondo le prime stime, si parla di 200 euro al mese per ogni figlio fino a tre anni di età, 150 euro fino ai diciotto anni, e 100 euro dal compimento della maggiore età fino al ventiseiesimo compleanno, limite in cui il figlio potrebbe aver assunto una sua autonomia economica.

Se la proposta fosse approvata – il voto è previsto per la prossima settimana – verrebbero abolite tutte le agevolazioni finora riconosciute alle famiglie: assegno al nucleo familiare ANF, assegno al sussidio per famiglie numerose con almeno tre figli minori, detrazioni IRPEF per minori a carico, tra le altre.

Assegno Universale, chi può fare richiesta

Ancora incerto invece il reddito ISEE entro il quale le famiglie possono fare domanda. Se alcuni parlano di un reddito fino a 50mila euro, con l’importo mensile che andrà progressivamente a scalare per la fascia dai 50 ai 70 mila euro, altri sostengono che invece la soglia sia di 30 mila euro. In quel caso l’assegno sarebbe uguale per tutti, per poi andare a calare nella fascia tra 30 e 50mila euro.

Quel che pare certo, è che se approvato, l’assegno universale sarà rilasciato “in denaro” – come si legge esplicitamente nell’emendamento proposto – in modo da superare l’esclusione dalle detrazioni fiscali.