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A che età il bambino può iniziare a fare sport

Ormai sappiamo quanto sia importante l’attività fisica per i nostri bambini, sia per prevenire i difetti di postura che per favorire la socializzazione e rafforzare l’autostima. Ma a che età il bambino può iniziare a fare sport?

A seconda dell’età i pediatri consigliano quelle attività sportive le cui peculiarità agevolano il piccolino nel suo sviluppo psico-fisico. Ad esempio, già dal secondo mese di vita l’acquaticità favorisce nel bambino il coordinamento dei movimenti. In quanto attività naturale e familiare per il bambino, che ha vissuto nella fase gestazionale nel liquido amniotico, non ci saranno problemi di adattamento a questo elemento.

Pian piano, verso i tre anni, si possono frequentare i primi corsi di nuoto, i cui benefici oltre che per lo sviluppo fisico sono riconosciuti anche per migliorare la capacità di concentrazione del bambino, grazie all’acquisizione di una modalità di respirazione più funzionale all’organismo.

Inizialmente si entra in acqua con entrambi i braccioli, ma dopo pochi mesi ecco che si libera un braccio e poco dopo l’altro. Questo è un traguardo importante soprattutto per la fiducia in sè stesso e nelle proprie capacità.

Nello stesso periodo sono molto apprezzati anche i corsi di propedeutica alla danza, che permettono la conoscenza del proprio corpo e la coordinazione dei movimenti. Facilitano la socializzazione aiutando i bambini a gestire ed a condividere gli spazi.

Solo con la scuola elementare è possibile iscrivere il bambino a sport quali il calcio, le arti marziali, il tennis. Queste attività sportive se, da una parte, favoriscono la socializzazione, il confronto, la cooperazione tra i bambini, dall’altro, per le loro caratteristiche intrinseche, potrebbero favorire o acuire dei difetti fisici per cui è consigliato iniziarli quando la struttura muscolo scheletrica del bambino ha già raggiunto un buon sviluppo.

Altro aspetto da tenere presente è la preferenza del bambino verso una specifica attività fisica. Inizialmente saranno intenzionati a frequentare un’attività sportiva per la compagnia di qualche amichetto o per la sollecitazione dei genitori, solo con il tempo matureranno una preferenza personale che il genitore è chiamato a sostenere per facilitare la formazione della personalità del figlio.