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4 modi per insegnare l’inglese al proprio figlio, senza saperlo parlare

Proporre al proprio bambino, fin da subito, una seconda lingua come l’inglese oltre alla lingua-madre è certamente una cosa positiva, perché si tratta di un ulteriore stimolo a crescere.

C’è chi sostiene che si debba cominciare a parlottare in inglese con il proprio figlio già dalla nascita, chi dice che si può cominciare intorno ai tre anni, chi all’asilo, chi entro i 7 anni. A prescindere dalle scuole di pensiero, sembra che l’importante… sia cominciare! Ma come offrire al proprio figlio la possibilità di parlare due lingue, se in casa, mamma e papà non vanno oltre “The cat is on the table”? Ecco 4 idee, che nascono dalla vita di tutti i giorni, per insegnare l’inglese al proprio figlio anche senza saperlo parlare. Con una premessa: ogni attività che prevede una forma di apprendimento, per un bambino deve essere ludica.

  1. Parlate e cantate.
  2. Se anche non parlate inglese, cercatevi su un dizionario alcune parole d’uso comune che potrete decidere di cominciare a usare: “thank you” per “grazie”, “please” (per favore), “hello!” e “good bye” (ciao), solo per fare qualche esempio. In pochi giorni, queste nuove parole incuriosiranno vostro figlio e, con tutta probabilità, cercherà di imitarvi. Senza pretendere di fare conversazione in lingua straniera con vostro figlio, potete mano a mano ampliare il suo e il vostro piccolo vocabolario inglese: contate, indicate i colori e utilizzate alcune parole di oggetti che usate spesso (per esempio i giochi o gli attrezzi della cucina).
    In un secondo momento, potreste provare a imparare qualche semplice canzoncina in inglese da canticchiare mentre vestite vostro figlio o mentre lo accompagnate all’asilo. Anche in questo caso, è piuttosto probabile che il bambino cerchi di imitarvi e cominci a capire l’inglese.

  3. Evviva la tv (ma anche il tablet e i dvd!)
  4. Se il vostro bambino guarda volentieri i cartoni animati, magari la sera prima di cena, potete prendere in considerazione l’idea di cercare una serie in inglese. Ce ne sono di tutti i tipi e per tutte le età. Spesso lo stesso episodio viene trasmesso prima in italiano e poi in inglese (o viceversa): in questo modo, una vicenda già nota perché appena vista, viene ascoltata anche in lingua, consentendo al cervello e alle orecchie di familiarizzare prima di tutto con le sonorità, prima che con le parole, inglesi.
    Se è più attratto dal vostro tablet o smartphone, scaricatevi qualche applicazione didattica per giocare, voi e lui, con parole e giochi in inglese.

  5. Libri e cd.
  6. Ci sono case editrici specializzate nell’editoria ludico-didattica delle lingue straniere: potete cominciare informandovi nelle biblioteche per bambini e ragazzi della vostra città se in catalogo esiste già qualcosa. In alternativa, fatevi regalare qualcuno di questi libri, spesso arricchiti con cd o con contenuti scaricabili dal web, in occasione di battesimi, compleanni, ricorrenze varie.

  7. Incontrate una madrelingua.
  8. Potreste cercare nella vostra città una persona che, giocando con vostro figlio, gli parli in modo naturale in inglese. Per esempio una studentessa universitaria in visita nella vostra città per un anno: magari potreste accordarvi per un incontro a settimana. Non deve trattarsi di una “lezione” d’inglese: la baby-sitter, in questo caso, dovrebbe giocare con vostro figlio insieme a voi semplicemente parlando sempre in quella che è la sua lingua madre. Può sembrare strano, ma chi ci ha provato ha ottenuto buoni risultati.

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Toscana, 34 anni, giornalista da più di 10, sono mamma di Giovanna e Damiano. Su PassioneMamma.it trovate il diario settimanale della mia seconda gravidanza e tanti articoli che nascono dalla vita di tutti i giorni di una "bis-mamma". Email: a.fedeli@passionemamma.it

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