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Mediterranea, il pianto del bambino dopo il salvataggio IL VIDEO

Lampedusa: donne, bambini e malati salvati da Mediterranea in porto con la guardia costiera italiana

Scendono sfiniti uno ad uno e aspettano in silenzio sotto il sole di poter essere identificati. Sono le 4 donne incinte con 4 figli piccoli e 2 papa più 2 accompagantrici e un bambino di soli 11 anni senza genitori sbarcati nel primo pomeriggio nel porto di Lampedusa dopo l’ok del governo italiano. Sono i 13 naufraghi più “fragili” dei 54 raccolti in mare dalla barca Alex, che ora dovrebbe portarli a Malta.

Mediterranea, il pianto del bambino dopo il salvataggio

Cosa è successo

Durante la notte, i migranti sono stati sorvegliati a vista dall’equipaggio della nave per evitare possibili suicidi e cadute in mare. Intorno alle tre, ad una settantina di miglia verso Lampedusa, il satellitare di bordo della nave ha ricevuto una chiamata da Malta che offriva a Mediterranea la possibilità di raggiungere La Valletta.

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La chiamata, piuttosto confusa e frammentaria, non ha però specificato se nella capitale maltese i migranti sarebbero potuti effettivamente sbarcare, né tantomeno se ci sarebbe stato un team in grado di coordinare l’operazione. Ecco perché il capo della missione Erasmo Palazzotto, parlamentare di Sinistra Italiana, ha chiesto a Malta di mettere nero su bianco la propria comunicazione, specificando e sottolienando i due punti suddetti. Poi, l’inaspettato.

Il dietrofront di Malta

Come riportato da repubblica.it, nella comunicazione inviata da La Valletta si specificava che Malta non si assumeva alcuna responsabilità legale per il caso, ma si era limitata a rendersi disponibile ad aprire il proprio porto esclusivamente come

gesto di buona volontà nell’ambito della cooperazione tra i paesi dell’Unione Europea.

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Risposta netta

Inevitabile la risposta, netta e decisa, da parte della nave Mediterranea:

Per le condizioni psicofisiche delle persone a bordo, per le condizioni di carico della nave e per la situazione meteo data in peggioramento, la nave non è in grado di fare rotta su Malta, restiamo però disponibili ad accogliere la vostra proposta purché inviate una vostra unità navale a prelevare i nostri ospiti, o in alternativa provvediate al trasferimento degli stessi. Di certo non siamo in grado di fare 100 miglia nautiche

Scambio Italia-Malta

È a questo punto che i contatti tra il governo maltese e quello italiano si sono intensificati, fino ad arrivare all’accordo. Malta accoglierà i 54 migranti della nave, ma l’Italia a sua volta preleverà 55 migranti dall’isola.

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A renderlo noto è stato, in un comunicato ufficiale, lo stesso governo maltese che però ha voluto specificare che il suddetto accordo fa parte di un’iniziativa volta alla cooperazione europea e alla distensione dei rapporti tra i due stati.

La smentita

Eppure, nessuno si sarebbe ancora visto. Alessandra Sciurba, portavoce della piattaforma umanitaria italiana Mediterranea, ha smentito categoricamente le notizie circolare a proposito dell’aiuto di Malta per i 54 migranti a bordo della nave, anzi:

Purtroppo non c’è nessuna nave delle Forze Armate in arrivo da Malta per trasbordare e prendersi in carico le 54 persone che sono a bordo del nostro veliero. Il nostro capo missione ha appena parlato con il Centro di coordinamento dei soccorsi di Roma il cui responsabile ha affermato che non c’è alcuna intenzione di organizzare il trasferimento con mezzi militari maltesi o italiani.

ha comunicato, amareggiata.

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Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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