Foto Santa Chiara

Santa Chiara: la storia, il significato del nome e l’onomastico

Santa Chiara: la fondatrice dell’ordine delle Clarisse

Chiara, nobile di Assisi che nacque intorno al 1193, era una giovane donna quando seguì l’esempio di Francesco d’Assisi e si spogliò di tutto ciò che possedeva per dedicarsi a Dio. Abbracciò la povertà, infatti, all’età di 19 anni raggiungendo il monaco alla Porziuncola, che poi diventerà simbolo della nascita dell’ordine francescano e dell’ordine delle Clarisse. Santa Chiara è la protettrice della televisione e delle telecomunicazioni ed il significato del suo nome deriva dal latino “clarus”, ovvero chiaro, trasparente.

Santa Chiara: la storia della sua conversione

La storia di Santa Chiara, si intreccia con quella di San Francesco d’Assisi che funge da esempio per la giovane donna e da incoraggiamento per le sue azioni future. Chiara fugge via da una ricchezza che non sente sua per rifugiarsi nella preghiera, sposare Dio ed ottenere il “privilegio della povertà“. Con la forza del Signore, supera tutti gli ostacoli che la sua famiglia le crea, volendo dissuaderla dalla sua scelta. Proprio la povertà, è al centro del testamento della Santa: alla sua morte, lasciava alle sue sorelle, la povertà, come difesa, come divisa e come gloria. Ecco la storia di Santa Chiara.

La giovane Chiara, nata da una nobile e ricca famiglia di Assisi, seguendo l’esempio dell’amico Francesco, decise di abbandonare tutto e dedicare la sua vita al Signore. Riuscì infatti a scappare da casa e raggiungere Francesco a Santa Maria della Porziuncola, dove il monaco le tagliò i capelli e le fece indossare il saio dei francescani.  Dalla Porziuncola, Chiara venne fatta stabilire prima a Bastia Umbra, poi in un fabbricato accanto alla chiesa di San Damiano, dove fu raggiunta prima dalle sue sorelle Agnese e Beatrice, poi da altre donne. Grazie all’ispirazione e all’incoraggiamento di Francesco, Chiara volle dar vita ad un ordine di monache, rinchiuse nella preghiera, nel sacrificio e nella povertà, al servizio di tutti e che vivono del loro lavoro. Fece voto di povertà assoluto, secondo la prima regola che proprio Francesco le donò, e su di esso fondò un ordine di monache: le monache Clarisse. Dopo la morte di Francesco, che già da prima venne allontanato dall’ordine femminile, Chiara dovette lottare per ottenere il consenso ad alcune richieste da parte del papa, come non essere costretta ad accettare possedimenti e lasciti alle suore e quindi venir meno al voto di povertà. Il Signore ripagherà questi suoi sacrifici con dei miracoli: per ben due volte Assisi e il suo monastero furono minacciati dall’esercito dei Saraceni e, con l’aiuto di Dio e della preghiera, Chiara riuscì a liberare la città. Intorno al 1250, la futura Santa comiciò a scrivere di suo pugno la sua regola che venne approvata dal papa solo pochi giorni dalla sua morte, nel 1253.

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Il monastero di Santa Chiara e la leggenda

Subito dopo la morte di Chiara, il re Roberto d’Angiò e sua moglie Sancha di Maiorca, ordinarono la costruzione di una basilica in onore della religiosa. La Basilica di Santa Chiara, o Monastero di Santa Chiara, si trova a Napoli ed è stata consacrata a lei nel 1340. E’ una chiesa gotica con accanto una torre campanaria di tre piani. Il complesso comprende la chiesa, il convento ed il monastero, nati per accogliere le sorelle Clarisse e i Frati Minori. Al suo interno, la basilica è formata da un’unica navata centrale e contornata da ben venti cappelle, tra cui quella dedicata al Sacro Cuore di Gesù, a San Francesco d’Assisi e al Presepe. Alle spalle dell’altare nasce il Coro delle Clarisse e sulle pareti appaiono resti di dipinti di Giotto. Il complesso raccoglie tantissime opere di straordinaria bellezza ed è sicuro una delle basiliche da visitare quando si va nel capoluogo campano. Sulla Basilica di Santa Chiara si narra una leggenda. Si pensa che lo spirito di Sancha di Maiorca, sepolta nella chiesa, vaghi ancora lungo il perimetro del monastero dal giorno della sua morte. Si narra che la donna, in abito lungo, si aggiri pregando e piangendo senza sosta e che nessuno possa disturbare la sua preghiera: la leggenda racconta che chiunque abbia osato riferire l’accaduto sia morto immediatamente. Ma questa ovviamente, resta solo una leggenda.

Foto Santa Chiara Napoli

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L’onomastico di Chiara è l’11 agosto

Il giorno dedicato all’onomastico di Chiara è l’11 agosto, in ricordo di Santa Chiara d’Assisi. Fu canonizzata Santa nel 1255 nella Cattedrale di Anagni e l’11 agosto è proprio il giorno della sua morte. Le sue spoglie sono conservate nella bellissima Basilica di Santa Chiara ad Assisi, costruita nel 1265. Il complesso è stato costruito tutto in fasce rosa e bianche di pietra di Subasio e al suo interno è conservata la bellissima tavola di Santa Chiara, dipinta nel 1283, in cui si vede la figura centrale della Santa, due angeli in volo ed episodi significativi della sua vita. Santa Chiara viene dichiarata patrona della televisione e delle telecomunicazioni nel 1958. Secondo la tradizione, infatti, si racconta che a Chiara, alla messa di Natale di Francesco, non potendo partecipare perché costretta a letto malata, apparve una visione della messa e un angelo le diede la possibilità di prendere l’eucaristia. Un altro dei meravigliosi miracoli presenti nella sua vita.

Foto Santa Chiara Assisi

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Chiara: un nome per una bambina grintosa

Il nome Chiara è molto diffuso in tutta Italia, perlopiù in Lombardia. La diffusione di questo nome è spesso legata alla devozione per la Santa di Assisi, che dedicò tutta la sua vita al Signore, vivendo nella povertà e nella preghiera. Il nome deriva dal latino “clarus” che vuol dire “chiaro, illustre, famoso, luminoso“. Tra le varianti italiane di questo nome troviamo Clara, Clarissa, Clarita; tra quelle straniere troviamo Claire e Clarence. Colei che porta il nome Chiara, è una bambina che porta luce con il suo sorriso, allegra e piena di grinta. E’ una persona interessante, che ha sempre pronta una buona idea e che cerca di diventare celebre per ciò che fa. Il suo colore è il verde e il suo numero fortunato è il 3.

Foto bambina

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