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La denuncia di una mamma: “Mio figlio abusato da un prete”

Pedofilia e Chiesa, le parole di una mamma

Sempre più spesso, purtroppo, si denunciano storie di pedofilia ed abusi all’interno della Chiesa. Oggi, sulle pagine de Il Messaggero, una mamma ha avuto il coraggio di raccontare le violenze subite dal figlio per mano di un sacerdote. La donna ha raccontato nel dettaglio quei drammatici eventi che hanno inevitabilmente sconvolto la sua famiglia.

La denuncia della donna

Tutto iniziò quando il sacerdote in questione, don Mauro Galli, chiese ai genitori se il figlio poteva dormire, quella sera, in oratorio. Il prete, specificando che vi era tutto il gruppo di adolescenti, aveva tranquillizzato la madre ed il padre del ragazzo:

Per noi non vi erano pericoli, non ci ha sfiorato alcun dubbio. Abbiamo sempre frequentato la parrocchia. Io ho tenuto anche corsi di catechismo. Nostro figlio in quel periodo faceva parte del coro e del gruppo scout

racconta la mamma.

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Poi, il giorno dopo, la donna è stata chiamata dalla scuola frequentata dal figlio. Le maestre le chiedevano di andare a prendere il ragazzo perché stava male. La mamma inizialmente pensava che si trattasse di una scusa per saltare l’interrogazione, ma la realtà era ben diversa.

Ho trovato mio figlio in uno stato di choc. Sguardo perso nel vuoto, muto, rigido, le braccia lungo i fianchi, non reagiva. Ho firmato l’uscita, l’ho preso sotto braccio e l’ho portato in macchina. In quel momento mi sono resa conto che era accaduto qualcosa di brutto. Non lo avevo mai visto così. Gli chiedevo se avesse fumato, preso qualcosa. Abbiamo fatto tutto il tragitto in silenzio

ricorda, commossa, la coraggiosa donna.

Poi la scoperta

Ad un certo punto, ma tragica scoperta. Quando la mamma ha chiesto al figlio se fosse successo qualcosa quella notte, il ragazzo si girò piangendo. “Mamma è accaduto quello che si può immaginare“, le disse. E la donna ha subito immaginato cosa.

Al ritorno a casa, anche il padre ed il fratello del ragazzo sono stati messi al corrente di quanto successo. Ma prima di procedere con la denuncia, la mamma ha voluto accertarsi dei fatti. Don Galli negò tutto, affermando che avevano dormito assieme ma che non era mai accaduto nulla.

Mio figlio stava sempre peggio. Noi eravamo disperati. La psicologa di un istituto religioso che contattammo ci suggerì di aspettare a fare la denuncia alla polizia e di lasciare che del caso se ne occupasse la Chiesa. Così facemmo e siamo stati ingenui. A quel punto andammo a parlare con un prelato della curia di Milano che era responsabile della formazione dei giovani preti. Ci disse che non si poteva rovinare così un sacerdote

continua a raccontare la donna, confessando anche che il figlio aveva persino pensato al suicidio.

La lettera a Papa Francesco

È a quel punto che la famiglia della vittima si convinse di scrivere una lettera a Papa Francesco, per chiedergli perché non venissero ascoltati davvero i patimenti delle vittime di abusi. Il Papa non gli ha mai risposto, ma alla famiglia sono stati versati a titolo di risarcimento 100 mila euro.

Praticamente quello che finora abbiamo speso tra avvocati e spese mediche

ammette la mamma.

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Don Galli è stato poi condannato a 6 anni e quattro mesi di reclusione dopo un processo durato anni. Ecco perché oggi, la donna, lancia un monito:

Le denunce vanno subito fatte alla polizia o ai carabinieri. Mai ai tribunali della Chiesa perché lì c’è ancora un sistema che tende a demolire le vittime, denigrarle, svergognarle, umiliarle inutilmente per proteggere il potere clericale. Non trovo la misericordia verso chi ha sofferto. E la Chiesa su questo punto si gioca la sua credibilità.

Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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