foto neonato

Compravendita di neonato, neanche un giorno di carcere

Compravendita di un neonato in Campania: la vicenda

I protagonisti di questa triste storia, che riguarda la compravendita di un neonato, sono 5: una giovane futura mamma, un medico senza scrupoli, una coppia in cerca di un figlio e un neonato indifeso.
Tutto nasce in Campania, dalla scelta di una giovane di non tenere con sé il bimbo che aveva in grembo. Convinta della sua decisione, la ragazza contatta un ginecologo per interrompere la gravidanza. Il medico non potendo soddisfare la sua richiesta, in quanto la gravidanza era già oltre il primo trimestre, decide di proporre un’altra soluzione, architettando un piano davvero scellerato. Il ginecologo contatta una giovane coppia, desiderosa di avere un figlio, tanto da accettare una vera e propria compravendita. Poi l’uomo avverte la futura madre di aver trovato dei genitori per suo figlio. La ragazza avrebbe consegnato il bimbo alla coppia, appena nato, ed il medico avrebbe provveduto a falsificarne il certificato di nascita e intascare 30 mila euro.

Neonato venduto: la vicenda choc

Subito dopo il parto la mamma ha consegnato il bimbo alla coppia, ma, per caso o per provvidenza, il certificato di nascita è stato trasmesso allo stato civile, prima che il ginecologo potesse modificarlo. Purtroppo, neanche questo imprevisto è riuscito a fermare la scorrettezza del medico. La coppia, riformulando l’offerta economica da 30.000 a 25.500 euro, ha accettato il bambino anche senza certificato.
Dopo mesi però, la madre biologica si è accorta che il piccolo risultava, per i registri comunali, a tutti gli effetti suo figlio e ha deciso di denunciare la faccenda. La ragazza ha inventato inoltre che il bimbo era frutto di una violenza sessuale.

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foto registri

Caso di un neonato venduto: la sentenza

Le indagini hanno portato alla luce il coinvolgimento del medico, la follia del padre adottivo del bambino, lo scambio di denaro e la compravendita del neonato.
La madre biologica e il padre adottivo sono stati condannati per aver violato la legge italiana sull’adozione. La sentenza è stata confermata anche in Cassazione. Il medico è ancora in attesa della fine dell’iter processuale a suo carico. Non ci sarà neanche un giorno di carcere per la ragazza (condannata a poco più di dieci mesi), e per il padre “adottivo”(condannato solo ad un anno e sei mesi), le misure infatti sono state sospese.
Purtroppo, anche se la legge italiana è stata applicata, la sentenza, per il comune sentire, sembra non sanzionare a pieno la vendita di un essere indifeso come un neonato.

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foto carcere

Giusy Donato

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