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Picchiavano il figlio in asilo, una mamma: “Tornato a casa con lividi e sangue”

Asilo lager, la denuncia di una mamma

Le davano della “pazza”, senza alcuna credibilità. Ed invece mamma Michela, di 24 anni, aveva ragione. Non è la prima volta che sentiamo parlare, purtroppo, di maltrattamenti in asili ai danni dei bambini. Ancora una volta, si è registrato l’ennesimo caso di violenza nelle strutture destinate ai più piccoli: siamo a Boccea, all’asilo di Bastogi.

Il racconto della mamma

La giovane mamma ha deciso di vuotare il sacco e raccontare tutta la verità ai microfoni de Il Messaggero. Non solo il figlio di Michela, ma anche altri bambini erano vittime di maestre e bidella, che li insultavano e maltrattavano con spintoni e schiaffi.

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L’anno scorso abitavamo a Roma, a Boccea, e mio figlio andava all’asilo di Bastogi. Si trovava bene, era contento di andare a scuola. E nonostante avesse solo 2 anni e mezzo, al San Giuseppe di Ariccia, dove ci siamo trasferiti, a settembre, lo hanno preso come anticipatario perché era indipendente, mangiava da solo e non aveva più il pannolino. Poi è regredito: non mangiava più e non voleva essere lasciato solo; tuttora si sveglia di notte urlando e quando passa davanti all’asilo trema e piange: «Maestra picchia», mi dice. Il 3 ottobre il primo segnale

ha ricordato la donna, ancora sotto shock insieme al marito per quanto successo al piccolo figlio.

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Gli episodi

Poi, il tre ottobre. Quel giorno il figlio è caduto nel cortile della scuola, piangendo con la faccia sporca di sangue. La mamma, abitando di fronte l’istituto, si è accorta di tutto ed si è precipitata a recuperarlo, mentre le maestre non se n’erano nemmeno accorte.

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Il dieci ottobre, un nuovo episodio: Michela riceve una chiamata dalla scuola, il figlio ha la bocca piena di sangue. Arrivata a soccorrerlo, le maestre si giustificano dicendo che era caduto, ma lui continuava a ripetere “Maestra picchia”. E alla fine, la conferma di un compagno di scuola.

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La denuncia ai carabinieri

Mamma Michela, a quel punto, si è recata subito dai carabinieri portando foto e video del figlio che si lamentava.

All’inizio le persone con cui mi sono confidata mi dicevano ma sei sicura, guarda che poi passi i guai. Io invece sono voluta andare avanti

.

E alla fine, purtroppo, ha avuto ragione.

Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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