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Portare i bambini allo stadio è ormai (troppo) rischioso

I fatti di San Siro

La sera di Santo Stefano dell’anno corrente verrà ricordata per i fatti di San Siro, dove è andata in scena la gara tra Inter e Napoli. Prima della partita, infatti, gli scontri tra gli ultras nerazzurri e quelli partenopei hanno portato alla morte di un tifoso, investito da un van. Non solo: durante il match, il giocatore del Napoli Koulibaly è stato pesantemente attaccato e fischiato per tutti i 90′ di gioco perché nero. Violenza e razzismo stanno continuando a macchiare il nostro calcio, allontanando così la gente dagli stadi.

Portare i bambini allo stadio è rischioso

Quello che un tempo veniva visto come luogo di divertimento e svago, come momento di condivisione anche con i propri figli, oggi è percepito come luogo di paura e violenza insensata. Molti genitori infatti, ad oggi hanno scelto di non portare più i loro bambini negli impianti sportivi destinati alle partite Serie A.

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Gravina, il presidente della FIGC, se dapprima aveva preannunciato una possibile pausa del campionato, ha scelto di far giocare comunque l’ultima partita del girone di andata di campionato in programma il 29 dicembre. Eppure, c’è chi chiede un segnale forte, per mettere la parola fine a questi terribili episodi.

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Il rischio

A tal proposito Sandro Neri del ilgiorno.it, rispondendo ad un tifoso, ha spiegato come di fronte a una morte bisognerebbe avere il coraggio di fermarsi.

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Uno stop inteso non come punizione, ma come indispensabile momento di riflessione. Per dire con voce ferma che no, non ne vale la pena. Siamo stufi di vedere gli stadi trasformati in campi di battaglia. E siamo stanchi di vedere che le società sportive non prendono posizione contro questi criminali. Anzi, spesso li tollerano. Questo andazzo deve finire. Anche per lasciare gli stadi aperti ai bambini.

Già. Perché così continuando di rischia di allontanare i piccoli appassionati da uno degli sport più belli, soprattutto nel nostro Paese.

Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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