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HPV test: in nuovo programma di screening per il carcinoma al collo dell’utero

Papilloma virus: come diagnosticare le lesioni che ne derivano?

Il Papilloma virus umano, è un virus a DNA, è responsabile di vari tipi di infezione ed è conosciuto principalmente per essere la causa del 90% dei tumori che si sviluppano a livello della cervice uterina. Fino a poco tempo fa, il compito di diagnosticare le lesioni pre-tumorali o il tumore in fase precoce, ovvero prima della comparsa di sintomi, era esclusivamente del Pap-test. Il programma di screening era rivolto a tutte le donne nella fascia di età 25-64 anni e il test era consigliato a partire dal primo rapporto sessuale. Oggi è stato introdotto anche il test HPV.

L’HPV test oggi è, insieme al Pap-test, l’esame di riferimento per la diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero. Consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero che vengono analizzate in laboratorio utilizzando tecniche di biologia molecolare per verificare la presenza del Papilloma virus umano (HPV). Il Test HPV, a differenza del Pap-test, non è un esame morfologico ma, come detto, un esame di biologia molecolare che permette di rilevare la presenza de DNA virale.

papilloma virus

HPV test: per diagnosticare precocemente il cancro alla cervice

Nella maggior parte dei casi il virus viene eliminato spontaneamente dal sistema immunitario, ma se l’infezione persiste può portare ad alterazioni precancerose. In Italia, si stima che circa 2.200 donne all’anno è colpita da questo tipo di tumore. Il test HPV rileva l’eventuale presenza del virus, pertanto è un valido strumento di prevenzione per rilevare infezioni potenzialmente dannose e monitorarle.
Quest’esame è indicato per tutte le donne dopo i 30 anni, da eseguire una volta ogni 5 anni, anche se gli intervalli variano a seconda dei casi specifici. Eseguire questo tipo di esame non significa fare a meno del Pap-test, il tradizionale test di Papanicolaou, precedentemente unico esame utilizzato per tale scopo.

test hpv

Test HPV e Pap-test

Il cancro alla cervice è sempre preceduto dalla comparsa di lesioni precancerose. Se vengono identificate ed eliminate per tempo, è possibile prevenire lo sviluppo del tumore vero e proprio. La possibilità di eseguire indagini di laboratorio per identificare e tipizzare il virus è una realtà ormai consolidata da tempo. In tal modo si può identificare il genoma virale, mediante metodiche di biologia molecolare: PCR oppure HC2. La modalità di esecuzione del prelievo di cellule è simile alla procedura messa in atto nel corso di un Pap-test.

Il campione viene però, in questo caso, immerso in un liquido che ne impedisce l’alterazione, per poi essere trasportato al laboratorio dove verrà analizzato. In particolare, il test HC2 identifica l’eventuale positività per uno o più dei tipi virali ad alto rischio oncogeno. Gli ultimi studi dimostrano che la mancanza di DNA virale, nel campione analizzato, permette di stabilire con certezza l’assenza di lesioni precancerose e cancerose cervicali (CIN III: carcinoma invasivo). La contemporanea negatività dell’HPV DNA test e del Pap-test garantisce l’identificazione delle pazienti a basso rischio, ovvero quelle che non presentano lesioni e non ne svilupperanno a breve termine.

HPV test positivo, cosa fare?

Se il test è positivo all’HPV significa che la donna ha un rischio potenziale di sviluppare la neoplasia ed è, dunque, necessario eseguire controlli più frequenti. In tal modo, si potrà cogliere in tempo qualsiasi lesione e trattarla efficacemente. Diverse ricerche hanno dimostrato che tra le donne risultate positive al test, quelle portatrici dei ceppi 16 e 18 presentano un rischio maggiore di sviluppare una lesione CIN III e un carcinoma invasivo, rispetto a quelle positive ad altri ceppi virali.

Dunque, sottoporsi all’HPV test significa identificare la causa di eventuali lesioni benigne e maligne in un campione di cellule prelevate a livello della cervice uterina. Un risultato positivo non vuol dire necessariamente avere il cancro. La combinazione dei due esami, Pap-test e HPV-test, rappresenta il controllo più efficace per rilevare precocemente i segni di un cancro del collo dell’utero in donne al di sopra dei 30 anni. Ai fini di una buona attendibilità dei risultati, il prelievo del campione di cellule, a livello del collo dell’utero, va effettuato almeno 5 giorni prima o 5 giorni dopo della mestruazione. Inoltre, occorre che siano trascorsi almeno 2 giorni dall’ultimo rapporto sessuale e 5 giorni da un’eventuale visita ginecologica o utilizzo di ovuli e lavande.

HPV test positivo

Test HPV DNA

Come si esegue il prelievo citologico? Non occorre nessuna preparazione specifica per effettuare il test HPV. Le modalità di esecuzione dell’esame sono analoghe a quelle del Pap-test: si applica lo speculum, uno strumento che permette la visualizzazione del collo dell’utero, e con una spatolina si raccoglie un campione di cellule da esaminare in laboratorio successivamente. Il test HPV ha una sensibilità maggiore rispetto al Pap-test, ossia è più efficace ma meno specifico. Infatti, identifica vari tipi di lesioni, tra cui anche quelle infezioni che potrebbero regredire spontaneamente. Pertanto l’esame andrebbe riservato solo alle donne al di sopra dei 30 anni. Prima di questa età le infezioni da HPV sono molto frequenti, ma regrediscono spontaneamente con altrettanta frequenza.

Attualmente viene impiegato nello screening per il tumore del collo dell’utero nelle donne con età superiore ai 30 anni, in associazione al Pap-test, e nei controlli che seguono il trattamento delle lesioni preneoplastiche. L’utilizzo esclusivo di questo esame per lo screening è ancora in corso di validazione. In Italia, ad esempio, sono numerosi i progetti avviati per la valutazione dell’efficacia di questa strategia. L’esecuzione del test HPV è molto rapida, non è dolorosa, anche se alcune donne potrebbero trovarla fastidiosa e successivamente è possibile riscontrare una perdita lieve di sangue. L’esame non comporta dei rischi né a breve e né a lungo termine.

HPV

HPV: un virus molto diffuso

Il virus HPV è causa del primo tumore riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come completamente riconducibile a un’infezione. Lo screening con test HPV, e il vaccino anti-HPV offerto alle ragazze di 12 anni, consentono oggi la lotta contro con questa malattia. Esistono circa 120 tipi di virus HPV, ma sono 12 quelli che causano il carcinoma del collo dell’utero e per questo motivo sono chiamati oncogeni. Solo un’infezione che persiste nel tempo può provocare l’insorgenza ded carcinoma. Dunque, lo screening ha l’obiettivo di individuare le infezioni persistenti dei ceppi oncogeni.

Leggi anche: cos’è il vaccino anti-hpv

Test di screening: il programma attuale

In Italia sono stati avviati i primi programmi di screening con test HPV, per poter individuare la presenza del virus prima che provochi alterazioni cellulari. L’efficacia del test sta nell’inserimento all’interno di un programma organizzato con protocolli e controlli adeguati. In questa nuova ottica, il Pap-test è un esame di completamento per le donne risultate positive al test HPV. Il Piano Nazionale di Prevenzione 2014-2018 prevede che entro il 2018 tutti i programmi di screening italiani passino dal Pap-test al test HPV.

Attualmente le donne di età compresa fra 25 e 30 anni continuano ad essere invitate a fare il Pap-test ogni 3 anni. Le donne di età compresa fra 30-35 e 64 anni sono invitate a fare il test HPV ogni 5 anni. L’HPV si trasmette sessualmente, e nelle più giovani l’infezione avviene più frequentemente anche se solo poche diventano persistenti.Il test HPV può essere fatto meno frequentemente perché identifica con largo anticipo una lesione precancerosa rispetto al Pap-test. Se il risultato del test si rivela positivo, la donna sarà sottoposta a controlli frequenti. Viene eseguito anche un Pap-test per individuare la presenza di alterazioni cellulari. Successivamente, se la positività persiste si effettuerà una Colposcopia, esame di secondo livello, che permette di analizzare il collo dell’utero in maniera più approfondita.

Sono un'ostetrica e svolgo con passione e dedizione il mio lavoro, orgogliosa, testarda e determinata in tutto quello che faccio. In virtù di questo continuo a studiare e specializzarmi per aumentare la mia preparazione, svolgo attività di volontariato e conduco corsi di accompagnamento alla nascita. Inoltre, adoro comunicare e mettere a disposizione delle donne le mie conoscenze e competenze!! :) Email: j.gugliotta@passionemamma.it

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