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Bebè card, a Milano il 72% dei sussidi vanno a mamme straniere

Bebè card a Milano: il 72% dei sussidi alle mamme straniere

La bebè card è un contributo mensile di 150 euro, attivo per 12 mesi, erogato dal Comune di Milano. Il contributo è concesso proprio dal comune del capoluogo lombardo, ed è destinato alle neo mamme italiane o extracomunitarie che abbiano un Isee inferiore a 17.141 euro per il 2018 e che siano residenti a Milano. I soldi vengono caricati proprio sulla carta e servono a pagare beni di prima necessità per il bambino, baby sitter e così via. A beneficiarne, nel 72% dei casi, sono mamme non italiane.

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La consigliera comunale e regionale di centrodestra Silvia Sardone ha “denunciato” il fatto che a beneficiare della bebè card siano per lo più mamme straniere:

Su 2.600 richieste arrivate finora al Comune ne sono state accettate 1.826 e di queste 1.307 sono finite a mamme extracomunitarie: il 72% del totale. Il resto, ovvero 519 Bebè card, sono andate a mamme comunitarie. Per quanto riguarda le misure di sostegno al reddito per le famiglie la percentuale, per il 2016, era del 65% per famiglie extracomunitarie. Numeri che ancora una volta confermano l’ossessione della sinistra per gli immigrati e il fatto che le misure di sostegno contro la povertà sono scandalosamente orientate a favorire gli stranieri.

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Il Comune di Milano aveva destinato al Reddito di Maternità 7,4 milioni per il triennio 2017-2019, stimando che sarebbero state circa 1.600 le famiglie beneficiarie. La consigliera Sardone ha criticato quindi la scelta di dare il sussidio anche alle mamme extracomunitarie, dicendo che la sinistra sfavorisce così gli italiani.

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Bebè card Milano: come funziona

La Bebè card erogata dal Comune di Milano è una carta arancione, con piccoli disegni di biberon, stelline e caramelle. Sulla carta vengono caricati mensilmente, per un anno, 150 euro. Il supporto elettronico funziona come una carta prepagata.

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I requisiti fondamentali sono: avere la cittadinanza italiana o di uno dei paesi dell’Unione europea, cittadinanza non comunitaria con status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria, cittadinanza non comunitaria con regolare permesso di soggiorno della durata di almeno un anno. La mamma, per ottenere il beneficio, deve essere casalinga o disoccupata, non aver beneficiato di alcuna forma di tutela economica della maternità dal datore di lavoro e avere un Isee minore di 17.141 euro.

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Studio Scienze della Comunicazione a Roma, amo il giornalismo e la scrittura. Non sono ancora mamma ma spero di avere una famiglia numerosa e felice. Adoro i bambini, la loro innocenza, spensieratezza e fantasia. "I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto." (G.Leopardi)

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