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Momo, il nuovo gioco su Whatsapp che mette a rischio la vita dei ragazzi

Cos’è Momo, il nuovo gioco su Whatsapp che mette in pericolo gli adolescenti

Dopo il Blue Whale, il terribile gioco che lo scorso anno ha fatto il giro del mondo, causando tantissime vittime tra i giovanissimi, una nuova sfida virale sta facendo tremare i genitori. Il gioco si chiama Momo, e come per il Blue Whale i canali social sono il mezzo di diffusione. La nuova sfida si diffonde infatti su Whatsapp. Il creatore del sinistro gioco ha utilizzato come simbolo della sfida il Midori Hayashi, ovvero l’immagine di una statua giapponese di una donna deformata. Il corpo umano con gli occhi sporgenti e i lineamenti deformati, e le zampe da gallina: è questo l’avatar della nuova sfida virale tra i giovanissimi. Il gioco ha già messo a repentaglio la vita di tantissimi adolescenti, portando una ragazza al suicidio. Ma in cosa consiste il gioco Momo?

Il gioco si diffonde via Whatsapp: ai ragazzi vengono inviati messaggi violenti, che li spingono a compiere gesti estremi. La sfida si sta diffondendo principalmente in Sud America. In Argentina la polizia sta indagando sul suicidio di un’adolescente di una città vicino Buenos Aires. La dodicenne prima di uccidersi ha girato un breve video, che sembra volesse caricare in rete, forse per far accrescere la popolarità del gioco. Secondo le forze dell’ordine la ragazzina si sarebbe suicidata in seguito alle dinamiche del gioco. Si sta infatti indagando su una diciottenne che sembra che l’adolescente abbia conosciuto via Whatsapp e che l’avrebbe spinta a compiere il gesto estremo.

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L’allarme delle autorità del Messico sul gioco Momo

Il gioco è diffuso anche in Messico, oltre che in Argentina, Brasile, Colombia e Russia, e proprio le autorità del Paese sudamericano hanno lanciato l’allarme, chiedendo massima attenzione ai genitori:

I ragazzi possono fare fatica ad opporsi alla pressione dei compagni ma dovrebbero sapere che va perfettamente bene rifiutarsi di partecipare a follie che li fanno sentire non al sicuro e spaventati.
I genitori dovrebbero parlare ai figli ed enfatizzare il fatto che i ragazzi possono prendere le loro decisioni e discutere come dire no.
La polizia aggiunge che i genitori devono rassicurare i figli si possono sentire accettati anche se non fanno quello che vuole la massa.
Momo si diffonde in fretta, dopo Argentina e Messico se ne parla anche in Russia, Colombia e in altri Paesi.
Tutto è iniziato in un gruppo su Facebook dove i membri sono chiamati a stabilire la comunicazione tra loro attraverso un numero sconosciuto. Diversi utenti hanno detto che se invii un messaggio a ‘Momo’ dal tuo telefono cellulare, lui risponde con immagini violente e aggressive, e ci sono anche quelli che dicono di aver ricevuto minacce e di aver visto pubblicate informazioni personali.

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Studio Scienze della Comunicazione a Roma, amo il giornalismo e la scrittura. Non sono ancora mamma ma spero di avere una famiglia numerosa e felice. Adoro i bambini, la loro innocenza, spensieratezza e fantasia. "I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto." (G.Leopardi)

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