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Genova, trovato il cadavere di Mirko, l’ultimo disperso: la disperazione della mamma

Genova, il dramma di una mamma

Ieri, sabato 18 agosto, si sono tenuti i funerali di Stato per le vittime della tragedia di Genova dove nella vigilia di Ferragosto è crollato il viadotto del Ponte Morandi. 43 finora le vittime accertate, recuperati anche i cadaveri di alcuni dispersi. Tra questi c’era Mirko Vicini, 31 anni, che da poco tempo aveva trovato lavoro all’Amiu, l’azienda rifiuti genovese.

Mirko è ancora disperso

Insieme con il collega Bruno Casagrande, Mirko è rimasto sepolto nel capannone dell’isola ecologica che si trovava sotto il viadotto dell’autostrada crollata: i due sono rimasti dispersi a lungo, ma più passavano le ore più si perdevano le speranze di trovarli in vita.

Ne era consapevole anche la mamma del ragazzo, che a Repubblica, qualche ora prima del ritrovamento del figlio, ha detto:

In realtà ho capito subito cosa era successo. Ma non ci volevo credere, mi sembrava impossibile. Ora ho bisogno di vederlo: non posso abbandonarlo da solo, in questo posto. Non importa se dovrò aspettare, io resto qui”

La donna è stretta nell’abbraccio di tutti

Ecco perché la donna, da quel tragico 14 agosto, è rimasta al fianco di Polizia, Carabinieri e Vigili del Fuoco per cercare di recuperare almeno il corpo del figlio. Beve appena, non mangia, piange assistita dagli operatori e gli psicologi dell’Asl 3.

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ponte crollato genova

La donna è stata stretta nell’abbraccio di forze dell’ordine ed operatori sanitari, che si danno il cambio per starle vicino insieme al marito che le ha tenuto spesso le mani. Gli psicologi spiegano che questa ostinazione della donna è assolutamente comprensibile, e fa parte del percorso di elaborazione del dolore e del lutto.

Non esiste lutto più terribile di quello in cui non c’è un corpo da piangere. Altrimenti, sembra tutto irreale. Impossibile

spiegano.

Parla la famiglia Benetton

Intanto, per la prima volta parla, tramite una nota, la famiglia Benetton che esprime il proprio cordoglio per le vittime ma non si riconosce come responsabile per il crollo. L’ad di Autostrade per l’Italia Castellucci ha spiegato che non c’erano dubbi sullo stato di manutenzione del Ponte Morandi.

Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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