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Genova, il racconto di una mamma: “Ecco come ci siamo messi in salvo”

Genova, il crollo del ponte Morandi

La tragedia di Genova alla vigilia di Ferragosto ha scosso non solo la città, ma l’Italia intera. 39 le vittime del tragico crollo del Ponte Morandi, anche se ancora sotto le macerie ci sarebbero decine di salme da tirare fuori e identificare. Tra i tanti, troppi morti, anche bambini: molte famiglie erano in partenza per le vacanze e hanno avuto la sfortuna di trovarsi nel momento sbagliato nel posto sbagliato. Tra l’immensa tristezza di un’intera Nazione che si trova a fare i conti con infrastrutture pericolanti e una classe politica che scarica le responsabilità, c’è, per fortuna, un po’ di luce. Una bella notizia arriva dalla famiglia di Agnese, Alfio e il piccolo Andrea di soli 2 anni. I 3 si sono salvati per miracolo, e a “L’unione Monregalese” hanno raccontato il dramma vissuto.

Il racconto della famiglia salva nel crollo del ponte di Genova

La famiglia di Agnese era in vacanza a Ceriale, in provincia di Savona, e martedì a causa del mal tempo aveva deciso di raggiungere Genova per visitare il celebre acquario. Pioveva a dirotto sul ponte Morandi, snodo fondamentale del capoluogo ligure. La famiglia si trovava dietro al camion che, per una questione di centimetri, si è salvato. L’immagine del camion Basko ha fatto il giro del mondo, e proprio dietro al veicolo si trovava l’auto di Agnese, Alfio e Andrea.

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Eravamo in coda sul ponte e stavamo procedendo lentamente perché non avevamo fretta. Dovevamo uscire a Genova Ovest e non abbiamo superato il furgone verde che ci precedeva. A un tratto lo abbiamo visto rallentare e frenare di colpo, poi andare in retromarcia. Pioveva a dirotto, si vedeva poco. Non capivo cosa stesse accadendo. Poi mio marito ha sentito l’asfalto che tremava e mi ha detto: ‘sta crollando il ponte!’. Ho staccato il bambino dal seggiolino e ci siamo messi a correre.
Siamo scappati senza guardarci indietro. Mio marito ha bussato ai vetri delle altre auto, avvisando la gente di scappare perché aveva paura che non si rendessero conto della situazione. La pioggia era fortissima, era terribile.

ha raccontato Agnese, ancora sconvolta per l’accaduto. Dopo essersi messi in salvo, i 3 sono stati aiutati dalla gente del luogo.

Io sono corsa, con nostro figlio in braccio, verso la galleria. Poco dopo sono arrivati i soccorsi: ci hanno aiutati, ci hanno dato acqua da bere e ci hanno calmati. Poi siamo stati portati al Centro civico a Sampierdarena. C’era tanta gente che ci ha aiutato: una persona ci ha dato i pannolini per cambiare Andrea, una commerciante è andata a casa a prendere i vestiti di sua figlia per darmi abiti asciutti. A distanza di due giorni non mi sembra ancora vero di aver vissuto quei minuti. Ho guardato i telegiornali, ho visto le foto e non mi sembra vero.

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Studio Scienze della Comunicazione a Roma, amo il giornalismo e la scrittura. Non sono ancora mamma ma spero di avere una famiglia numerosa e felice. Adoro i bambini, la loro innocenza, spensieratezza e fantasia. "I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto." (G.Leopardi)

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