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Genova, il pianto dei Vigili del Fuoco per la bimba con l’orsacchiotto

Genova, il dramma che ha coinvolto 43 persone

Sono considerati dei veri e propri “angeli sulla terra”, capaci di salvare vite umane in condizioni estreme. I Vigili del Fuoco, gli eroi del nostro tempo, sono intervenuti anche a Genova, dove alla vigilia di Ferragosto è crollato il viadotto del Ponte Morandi, provocando 43 vittime accertate.

Vigili del Fuoco, eroi del nostro tempo

Tanti i dispersi ritrovati, deceduti, dai pompieri, difficile per loro dimenticare le immagini di disperazione e morte tra la macerie. Famiglie schiacciate dai calcinacci, automobili irriconoscibili, bambini. C’è in particolare un momento che Domenico Remonti, caporeparto degli Usar, si porterà dietro per tutta la vita.

ponte crollato genova

Le parole del capo degli Usar

Qui è straziante. Siamo abituati alle tragedie, quotidianamente interveniamo sugli incidenti stradali. Però questo ponte ti colpisce. Guardando dal basso verso l’alto, ti rendi conto di quello che devono avere provato le persone che sono precipitate nel vuoto

ha commentato l’uomo intercettato dal Corriere della Sera.

Poi, il suo racconto si sposta su una delle immagini più drammatiche della tragedia: il ritrovamento del cadavere di una bambina di tre anni, che in mano teneva ancora il suo peluche.

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La macchina era irriconoscibile, dentro c’erano mamma, papà, un bambino di 8 e una bambina di 3 anni. Quando ho visto l’orsacchiotto, ho pianto, lo ammetto. Chi sono? Non lo so, noi ci fermiamo al nostro lavoro

ha ricordato con difficoltà Domenico.

Una tragedia che non doveva avvenire

Una intera famiglia sterminata da un incidente che non doveva avvenire e che ha causato morti ingiuste. Tanti i bambini morti insieme a quel viadotto, insieme a fidanzati, amici, coppie e colleghi di lavoro. C’era chi andava in vacanza, chi stava tornando da lavoro, chi il Ponte Morandi lo attraversava tutti i giorni non immaginando di morirci.

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Ieri i funerali

Ieri, sabato 18 agosto, si sono tenuti i funerali di 19 delle vittime della strage davanti a Mattarella e alle più alte cariche dello Stato. Alcune famiglie hanno rifiutato la cerimonia funebre pubblica in segno di protesta nei confronti di un Paese che, forse, non è intervenuto abbastanza.

Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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