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Rischiano di annegare: bimbi salvati da immigrato senegalese

Ventimiglia, salvataggio miracoloso

Il tema dell’immigrazione è sempre stato molto caldo nel nostro Paese, specialmente in questo periodo storico nel quale il Governo ha posto l’accento sull’argomento. Talvolta, però, è bene anche raccontare di storie come quella accaduta a Ventimiglia, dove un immigrato senegalese ha salvato la vita a due bambini che rischiavano di annegare in mare.

La storia

Il protagonista della storia a lieto fine è Cheikh Samba Beye, è un uomo senegalese di 44 anni. I fatti risalgono allo scorso 19 giugno quando al largo di Ventimiglia, in Liguria, due bambini hanno rischiato di annegare. Provvidenziale si è rivelato l’intervento dell’uomo che non ci ha pensato due volte prima di buttarsi in mare e di trarre in salvo i piccoli.

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Le parole dell’uomo

Cheikh si è accorto del pericolo dopo aver sentito un gruppo di donne urlare, indicando due figure in mezzo all’acqua. È in quel momento che si è prodigato immediatamente per portare a riva i bimbi:

L’unico mio pensiero era che non morissero, mi si sono aggrappati addosso con una forza che non avevo mai visto prima

ha raccontato il quarantaquattrenne all’Huffington Post.

Il gesto della mamma dei bambini

Per ringraziarsi e sdebitarsi del miracolo compiuto, la mamma dei bambini ha deciso di regalare all’uomo un telefonino nuovo, dal momento che gettandosi in mare ha inevitabilmente danneggiato quello vecchio.

La storia di Cheikh

Cheikh Samba è un senegalese, immigrato, arrivato in Italia circa dieci anni fa. L’uomo ha lasciato il suo paese d’origine poco più che dodicenne, stabilendosi prima in Francia, poi in Spagna. Ha infine scelto di rimanere nel nostro Paese, dove ha sempre lavorato destreggiandosi tra l’attività di cameriere a quello di domestico.

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Attualmente vive a Ventimiglia, dove lavora come tuttofare nello stabilimento balneare nel quale ha tratto in salvo i bambini. Per l’eroico gesto, pare che all’uomo nel suo paese natio vogliano conferire una Medaglia d’Oro al valore civile. Ma a lui poco importa: quel che conta, per il senegalese, è poter dare un esempio e poter far sì che il pensiero riguardo gli immigrati cambi.

Vorrei che il mio gesto fosse in qualche modo un esempio. Per quelli che arrivano ma anche per quelli che accolgono. I migranti devono rispettare le leggi e le persone e non fare casini, chi ci accoglie non deve giudicare dal colore della pelle, ma dal cervello, dal cuore, dall’anima, dalla voglia di impegnarsi

ha concluso.

Studentessa di Lettere a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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