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Educazione: frasi efficaci da dire ai bambini

Educazione: quali frasi dire ai bambini?

Quanti genitori provano il disagio di non sentirsi autorevoli e rispettati dai propri bambini? A volte basta la frase giusta e si ottiene più attenzione e più rispetto da parte dei propri figli. Sembra essere la strada migliore a scapito dell’adozione di rigide regole, per i bambini spesso incentivanti alla trasgressione, e lunghi discorsi e ramanzine. Esistono, a tal proposito, alcuni esempi presi dal web, sul sito americano parenting.com, che possono essere utili a chi vuole tentare una strada più semplice, breve ed efficace per ottenere qualche risultato in più per educare i propri figli.

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Certamente dare regole ai bambini, aspettarsi che siano comprese e rispettate, non è così facile. Alcune circostanze rendono queste regole quasi irrealistiche, come ad esempio: “non litigare con tua sorella”. Il carattere dei bambini ha un suo ruolo sul buon esito della loro educazione, ma moltissimo dipende dalla pazienza e dall’abilità di farsi comprendere dei genitori. Certamente urlare loro contro o alzare le mani non dà molti frutti, anzi! Per quanto grave possa essere l’errore commesso, non bisogna mai utilizzare punizioni corporali. Alzare le mani, per un genitore, significa essere contraddittorio dal punto di vista educativo. Anche i castighi, devono essere proposti in base al bambino e alla sua età. Il bambino deve essere consapevole che il suo comportamento sbagliato, avrà delle conseguenze, ma, meglio prediligere un castigo educativo (fare qualcosa), a quello punitivo (toglierli qualcosa).

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Regole per bambini

L’educazione dei figli è uno dei compiti più difficili di un genitore! Spesso ci domandiamo se stiamo sbagliando a essere troppo permissivi o, al contrario, a porre troppi divieti. Ciascun genitore sceglie il tipo di stile educativo da adottare con il proprio figlio, a seconda dell’educazione che ha ricevuto dai propri genitori e di quanto ha elaborato dai modelli che ha avuto da bambino. Ovviamente tutto varia a seconda di ciò che considera prioritario all’interno della propria famiglia. Dunque, come educare i figli? Potrebbe agevolare molto, avere a disposizione delle frasi indicate per ottenere un effetto persuasivo e valido a far rispettare le regole senza imporsi con prepotenza.

Barbara Rowley, del sito americano parenting.com, ha identificato 7 regole fattibili e che sembrano essere davvero idonee ed efficaci per garantire l’educazione di bambini felici ma contemporaneamente rispettosi ed educati. Bisogna, infatti, precisare che queste cose possono coesistere, considerando che spesso ci si confonde: i bambini educati e rispettosi dei genitori sono felici, non spaventati dai genitori! Ecco, di seguito, gli esempi riportati dalla Rowley.

1. Chiasso si, ma da un’altra parte!

Un bambino buono non è necessariamente silenzioso, ha diritto a giocare e divertirsi liberamente. Urla, canti a squarciagola e giochi ad alta voce, sono i rumori normali dove ci sono bambini sani e vivaci, soprattutto se più di uno. Ma in alcuni momenti il frastuono può essere tale da diventare insopportabile, soprattutto nel caso in cui una situazione richiede un pò di silenzio (ospiti, telefonate importanti). Assolutamente inutile vietargli di far rumore, meglio suggerirgli di andare a cantare o urlare da un’altra parte, un’altra stanza o in giardino.

Lo stesso discorso vale per i capricci, i pianti e i brontolii. Quando un bambino urla perché è arrabbiato, curare la comunicazione è importante. Bisogna fargli chiaramente capire che verrà ascoltato solo quando avrà finito di urlare e sarà disposto a parlare. Vietare qualcosa a un bambino spesso non è risolutivo! Questa regola funziona perché non si dà ai bambini un divieto, ma semplicemente una scelta: se vuoi continuare ad urlare, va bene, ma fallo da un’altra parte.

chiasso

2. Me lo compri papà?

Quando un bambino chiede insistentemente giocattoli non ne ha veramente bisogno, questa può essere un’occasione valida per educarlo a riconoscere le sue priorità, a fargli capire cosa desidera davvero e cosa invece no. Secondo la Rowley, rispondergli sì o no riguardo qualsiasi acquisto che il bambino chiede è un’azione che deve essere legata a coerenza e decisione. La decisione dei genitori non si discute, il bambino deve conoscere il valore dei soldi e il fatto che non spetta a lui decidere come spenderli. Questa regola funziona perché permette di cambiare il discorso. Non più sul perché non viene comprato un nuovo giocattolo, ma sulle finanze degli adulti, e su come voi gestite i soldi. Su questo argomento i piccoli non possono dire nulla, e con l’occasione inizierete a responsabilizzarli sull’importanza dei soldi.

me lo compri papà

3. Per favore!

Il bambino deve capire che quando pretende qualcosa non ottiene lo stesso livello di ascolto che otterrebbe chiedendolo cortesemente. Molto semplicemente basta dichiarare la propria incomprensione quando i bambini ordinano di fare qualcosa o urlano e piagnucolano in un modo che a voi non piace. Avere un atteggiamento calmo nel dire “riprova a chiedermelo con gentilezza: per favore, grazie, vorrei”. Ditelo quasi sussurrando, in modo da abbassare i toni della conversazione perchè il bambino possa adattarsi ai vostri. Un bambino che fa i capricci, urla e piange, sta cercando di attirare l’attenzione, sta a voi non dargli corda finché non cambierà atteggiamento. Questa regola funziona perché il bambino si responsabilizza ad esprimersi in modo educato per poter essere ascoltato.

per favore

4. Noia o mancanza d’immaginazione?

Ogni volta che i vostri figli vi dicono che si stanno annoiando, la Rowley sostiene che dovrete semplicemente negare l’esistenza della noia. Potete dirgli: “Non è noia, ma è mancanza di immaginazione”. Questa regola funziona perché si cambia il tema della discussione. Da un disagio espresso all’adulto affinchè lo risolva: “Mi annoio, quindi fammi vedere la tv, organizzami un gioco”, a un disagio rivolto a loro e alla loro mancanza d’immaginazione. E se i vostri figli impareranno a intrattenersi da soli, davvero la noia non esisterà più. E questo sarà per loro un regalo che durerà tutta la vita!

noia

5. Mamma e bambini: quando non c’è il tempo per giocare insieme

“Vuoi stare con la mamma? Aiutami a sistemare in casa”. Capita spesso, quando siete alle prese con le faccende domestiche che i vostri piccoli non vi diano tregua. Fanno di tutto per attirare l’attenzione con frasi come: “Mamma giochi con me?”, “Mamma ho fame” (anche quando non è vero). Nei casi in cui è possibile, è bello condividere insieme del tempo per giocare o fare lavoretti creativi, ma quando non se ne ha il tempo? Dargli una regola, li obbligherà a una scelta, e funziona proprio perché non gli si dice di andare via, né li si obbliga a fare un lavoro. Ma si dà ai bambini la possibilità di scegliere se proseguire il gioco da soli o aiutare la mamma facendo comunque qualcosa insieme. Questo dà loro la sensazione di avere il controllo della situazione e li lascia soddisfatti.

mamma e bambini

6. Andare a dormire: come far rispettare gli orari?

Annunciare ai bambini l’ora in cui devono andare a dormire, può non essere efficace. Ma se coinvolgete voi stessi nella regola, allora potrebbe essere percepito diversamente da loro. Questa regola funziona perché voi non state dicendo ai bambini che cosa devono o non devono fare. Addirittura, in questo caso, la regola vale per voi e se non funziona i bambini non c’entrano nulla. In questo caso, se dopo un certo orario mamma e papà non sono disponibili a giocare o a creare attività per intrattenerli, anche i bambini si rassegneranno a mettersi a letto per riposare.

andare a dormire

7. Uguaglianza: questo strano concetto!

Tutti i bambbini che hanno fratelli o comunque quando imparano a giocare con altri bambini, hanno a che fare con il concetto di uguaglianza. Può capitare, ad esempio, che un figlio abbia una fetta di torta più grande dell’altro, che il latte sia servito in una tazza più colorata rispetto a quella del fratello. Percepiranno l’ingiustizia e l’inuguaglianza, e questo non è necessariamente un male! La vita non è sempre giusta e saranno queste piccole occasioni ad insegnare loro la lezione. Il compito dei genitori, in questi casi, è quello di essere chiari e rispondere alle loro domande. Inaspettatamente i bambini capiranno questa regola per il semplice fatto che è inconfutabile. E’ una verità che l’uomo conosce da sempre e con cui i bambini devono imparare a convivere serenamente.

uguaglianza

L’educazione

Quanto appena elencato rispetta l’insieme di regole, come detto, che possono fare da esempio per i genitori. Ma, in generale, la cosa più giusta da fare è essere chiari e coerenti. Essere credibili è il primo passo verso il rispetto da parte dei propri figli, che vedono mamma e papà come un punto di riferimento. Bisogna sempre comunicare con i figli, coinvolgerli nelle decisioni, porre delle regole da rispettare, valorizzare le loro capacità, cercare di non mentire e mantenere le promesse fatte, stimolare la loro curiosità. Essere genitori non è un ruolo semplice, c’è sempre qualcosa da imparare, e non bisogna vergognarsi di questo!

Sono un'ostetrica e svolgo con passione e dedizione il mio lavoro, orgogliosa, testarda e determinata in tutto quello che faccio. In virtù di questo continuo a studiare e specializzarmi per aumentare la mia preparazione, svolgo attività di volontariato e conduco corsi di accompagnamento alla nascita. Inoltre, adoro comunicare e mettere a disposizione delle donne le mie conoscenze e competenze!! :) Email: j.gugliotta@passionemamma.it

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