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Bimbo ha febbre a 40, mamma chiama l’ospedale ma viene insultata

Il figlio ha la febbre a 40: mamma preoccupata chiama l’ospedale

Ha dell’incredibile quanto successo a Rovigo, dove una mamma è stata letteralmente insultata da chi si sarebbe dovuto prendere cura del figlioletto, con la febbre a 40. È successo lunedì pomeriggio, a raccontare e rendere noto l’episodio è stato il nonno del bimbo in questione.

I fatti

Un bambino di due anni e mezzo aveva già da giorni febbre altissima – con punte di 40 gradi – non mangiava né beveva. Dopo ore di apprensione, dunque, la mamma del piccolo ha ritenuto opportuno rivolgersi al reparto di Pediatria dell’ospedale della sua città. Il bambino è stato ricoverato e tenuto sotto osservazione, fino a quando lunedì mattina è stato dimesso nonostante la febbre sfiorasse ancora i 39 gradi.

Una mamma riceve insulti: il motivo

A quel punto, la mamma del piccolo malato ha deciso di chiamare di nuovo il Pronto Soccorso chiedendo di poter parlare con un medico per un consulto, e a quel punto è successo l’inaspettato:

Ha risposto un’infermiera che le ha passato una collega. Questa, senza curarsi di non farsi sentire, ha esclamato: Dottore, c’è la mamma del bambino dimesso stamattina che rompe i …. La telefonata era in viva voce e abbiamo sentito la conversazione anch’io e mia moglie. Siamo rimasti allibiti. Volevamo riferire l’accaduto al direttore generale ma abbiamo evitato per lo stato di nostro nipote

ha confessato il nonno del bambino a Il Messaggero.

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Nessuna denuncia dunque da parte dei famigliari del piccolo, ma tanta rabbia: come può una madre essere trattata in questo modo da chi invece dovrebbe assicurare assistenza e cure ai bambini? D’altronde, questo, non è affatto un caso isolato.

Tanti, troppi casi di malasanità

A Verona lo scorso marzo un’infermiera – o presunta tale – ha somministrato morfina ad un bambino perché piangeva troppo. Il piccolo, quasi all’istante, è andato in overdose prima di subire un arresto cardiaco. Da ulteriori accertamenti svolti in seguito, poi, emerse che l’arresto respiratorio del bambino era stato dovuto proprio alla massiccia dose di morfina somministratagli per bocca.

Ancora un altro caso di malasanità a Fondi, nel sud del Lazio, dove un’infermiera ha immerso per sbaglio nell’acqua bollente una bambina provocandole danni permanenti. Un errore che è costato caro alla donna e all’intera struttura ospedaliere: i genitori della piccola infatti hanno chiesto un milione di euro di risarcimento.

Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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