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Agevolazione Mutuo: cos’è, come funziona e chi ne ha diritto

Bonus Casa 2018

Negli ultimi tempi sentiamo parlare sempre più insistentemente del Bonus Casa 2018: questa agevolazione è una sorta di “pacchetto” che comprende, a partire dal 1 gennaio 2018, una serie di regole sulle detrazioni fiscali con molte novità anche rispetto agli anni passati. Dal Bonus Verde al Bonus Mobili, cerchiamo di capire meglio come funziona l’agevolazione per il mutuo.

Agevolazione Prima Casa: cos’è e come funziona

Il mutuo, come la maggior parte di voi sa, è un contratto tramite il quale la banca si impegna a prestare una somma di denaro all’altra parte che dovrà restituire alla scadenza lo stesso valore con degli interessi. Il Governo, nell’ultima Legge di Bilancio, ha approvato una serie di Bonus Casa tra cui l’Agevolazione Prima casa: si tratta della possibilità di far pagare una rata del mutuo casa dallo Stato. In che modo?

Bonus Mutuo: come funziona

Per chi è alle prese con l’acquisto di un immobile, si ha la possibilità di detrarre dall’Irpef – l’imposta sul reddito delle persone fisiche – ben il 19% degli interessi passivi sul mutuo. Per poter accedere a questa agevolazione, è necessario che i contribuenti compilino la dichiarazione dei redditi in Modello 730 o in Modello Unico specificando però che si tratta dell’acquisto di un immobile da utilizzare come abitazione principale.

L’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto. Questa condizione deve permanere per tutto il periodo d’imposta per il quale si chiedono le detrazioni

fa sapere l’Agenzia delle Entrate.

Agevolazione Prima Casa: chi ha diritto

Può fare domanda per l’Agevolazione Prima Casa chi ha meno di trentacinque anni, mentre non ci sono limiti di reddito ISE. Naturalmente, ci sono delle classi di persone che hanno una priorità rispetto alle altre: parliamo di giovani coppie, lavoratori saltuari, famiglie monogenitoriali con un figlio a carico, inquilini di case popolari.

Solo se si rientra in una tra queste categorie è possibile fare richiesta di mutuo agevolato. Può richiedere il bonus chi andrà a vivere direttamente in quella casa oppure un familiare – secondo i vincoli previsti – e dunque il coniuge, i parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado.

Per avere diritto alla detrazione fiscale – che spetta all’intestatario del mutuo e contribuente acquirente – è necessario che il soggetto richiedente l’agevolazione sia un cittadino residente in Italia o in uno Stato membro dell’Unione Europea.

Bonus Casa: quali abitazioni rientrano nell’agevolazione

Si può fare richiesta per l’Agevolazione Prima Casa nel momento in cui si acquista un immobile, quando lo si compra e si devono operare interventi di ristrutturazione o qualora il proprietario debba, una volta comprata casa, fare dei lavori per migliorare l’efficienza energetica. Non è richiesto che l’immobile da ipotecare sia necessariamente lo stesso che viene acquistato; può trattarsi anche di una struttura già di proprietà del soggetto richiedente.

Inoltre, accertatevi che l’immobile che andate ad acquistare NON rientri nelle categorie:

– A8 (Ville)
– A1 (Abitazioni signorili)
– Abbia caratteristiche di Lusso (Secondo il decreto del Ministero dei Lavori)
– A9 (Castelli e Palazzi).

Agevolazioni Prima Casa: ecco perché conviene

L’Agevolazione Prima Casa conviene soprattutto a chi ha debiti di lunga durata: la detrazione sugli interessi del mutuo, infatti, si riduce nel corso degli anni e allo stesso tempo, dunque, diminuisce in modo proporzionale anche il capitale da restituire.

Bonus Mutuo: l’importo

Il Bonus Mutuo, come abbiamo detto in precedenza, consiste nella possibilità di detrarre il 19% sulle spese che l’acquirente paga in interessi e di oneri accessori. Con oneri accessori, si intendono:

– Il corrispettivo per scarto rateizzato nei mutui in contanti
– Spese notarili, di perizia e di istruttoria
– Oneri di qualunque tipo (esempio: iscrizione o cancellazione di ipoteca)
– Le cifre che spettano agli istituti per la loro attività di intermediazione
– Penalità per anticipata estensione del mutuo

NON sono invece ammesse alla detrazione – dunque non rientrano negli oneri accessori – le:

– Spese di agenzie immobiliari
– Spese di assicurazione per l’immobile
– Imposte ipotecarie e catastali
– Interessi coperti da contributi dati dallo stato

Il tetto massimo di spesa su cui applicare la detrazione fiscale è di 3.615,20 euro. L’agevolazione d’imposta spettante si calcola dunque togliendo il 19% al suddetto importo: ciò significa che lo sconto non può essere superiore a 686,89 euro.

Bonus Prima Casa: ecco come si rischia di perderlo

Il Bonus Prima Casa, anche se non richiede limiti di reddito, necessita della qualifica dell’immobile in questione come prima casa o come abitazione principale. Nel caso in cui l’immobile dovesse perdere nel tempo tale qualifica, di conseguenza cesserà anche la detrazione fiscale del 19%; al contrario, qualora questa condizione dovesse cambiare nuovamente – prima dell’estinzione del mutuo, ovviamente – allora il contribuente potrà tornare ad usufruire del bonus casa.

Bonus Mutuo: situazioni particolari

Spesso può succedere che un matrimonio termini prima dell’estinzione del mutuo. Cosa succede in questi casi? In caso di separazione, il coniuge separato è ancora considerato familiare; al contrario in caso di divorzio il coniuge che lascia l’abitazione mantiene la detrazione fiscale solo per la quota di competenza e solo nel caso in cui vada a vivere in affitto. Se il coniuge divorziato, invece, trova un nuovo alloggio in una casa di sua proprietà, allora perde il diritto all’agevolazione fiscale.

Ci sono anche altre situazioni in cui un soggetto ha la possibilità di richiedere la detrazione fiscale anche se l’immobile non viene adibito ad abitazione principale:

– Ricovero temporaneo in ospedale o in strutture
– Trasferimento per motivi di lavoro
– Se il soggetto è membro delle Forze Armate o delle Forze di polizia

Mutui stipulati prima del 1993

Per i mutui stipulati prima del 1993 (quindi nel 1991 e 1992), la detrazione fiscale vale anche su un immobile non riconosciuto come prima casa. In questo caso, l’importo massimo di spesa su cui applicare l’agevolazione fiscale è di 2.065,83 euro; nel caso in cui l’abitazione per la quale si vuole richiedere il bonus è riconosciuta come prima casa, il tetto massimo rimane di 3.615,20 euro.

Studentessa di Lettere a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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