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Meningite scambiata per tonsillite: neonato rischia di morire

L’ennesimo caso di malasanità è quasi costato la vita ad un bimbo di soli diciassette mesi. Al piccolo era stata diagnosticata una semplice tonsillite, ma in realtà Bobby Beardshall ha dovuto combattere contro la sua stessa vita per 48 strazianti ore, ricoverato in terapia intensiva presso l’Hull Royal Infirmary.

I fatti

Il bambino aveva contratto la meningite meningococcica, ma secondo i dottori dell’ospedale si trattava di tonsillite. Gli stessi medici hanno poi dichiarato che il piccolo è stato molto fortunato a sopravvivere.

La mamma del bambino, Jane Brown, 42 anni, ha spiegato al Daily Mail i sintomi che le hanno permesso di capire il malessere del figlio. Bobby aveva febbre alta ormai da giorni, un pianto acuto ed incessante e mancanza di sonno.

Il racconto della mamma

Portato dal pediatra di fiducia, alla mamma fu detto che probabilmente il bambino aveva contratto un virus virale. Due giorni più tardi, quando le condizioni del piccolo peggiorarono, la donna si precipitò in ospedale dove, di nuovo, fu individuata un’altra diagnosi errata, questa volta potenzialmente mortale.

La diagnosi errata dei dottori

Ho capito che non stava bene quando la febbre ha superato i 40 gradi. L’ho portato all’ Hull Royal Infirmary e nel frattempo aveva iniziato a perdere conoscenza in macchina, il che era davvero spaventoso. Quando sono arrivata, i medici hanno detto che era una tonsillite: ho chiesto al medico se pensava che potesse essere una meningite e ha risposto di no“, ha raccontato la donna.

Istinto materno

La mamma di Bobby ha continuato a raccontare che durante la visita all’ospedale i medici stavano addirittura per prescrivere al piccolo una cura di antibiotici. “Il mio istinto mi stava dicendo altro, ha continuato, convincendo così i medici a ricoverare il figlio in modo da poterlo controllare in modo più specifico.

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Bobby ha rischiato di morire

I suoi occhi stavano roteando ed in quel momento anche i dottori si accorsero che l’infezione era andata al cervello, e che non si trattava di tonsillite.” Bobby ha trascorso 48 ore in terapia intensiva ed ha ricevuto cure a base di antibiotici e steroidi. Fortunatamente, svela la mamma, non ha avuto convulsioni e non è entrato in coma, ma “la situazione poteva essere fatale se fosse tornato a casa.

Mi è stato detto da un’infermiera che aveva due punti sulla caviglia, il che indicava un inizio di setticemia – ha detto la Brown – Questo avrebbe potuto portare Bobby a perdere arti e gli organi del corpo. L’infermiera mi ha detto che se avessi lasciato l’ospedale, mio ​​figlio sarebbe morto“, ha concluso la donna, sottolineando come l’errore medico sia costato caro al piccolo, che oggi ha tre anni.


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Il piccolo ha subito danni all’udito

Da quando è guarito, mio figlio ha dovuto imparare a gattonare, parlare e sedersi di nuovo. L’infezione lo ha fatto anche diventare sordo, ora ha dovuto installare degli impianti cocleari per consentirgli di sentire di nuovo“, ha fatto sapere Jane che, grazie al suo istinto materno, è riuscita a scampare il pericolo più grande.

Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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