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Bonus bebè, mamma domani e nido: novità sui ritardi dei pagamenti 2018

Bonus bebè, mamma domani e nido: quando verrà pagata la rata in ritardo

Scoppia la polemica intorno al Bonus Bebé, al Bonus Mamma Domani e a quello per gli asili nidi: secondo molte mamme, ci sarebbero dei ritardi notevoli per quanto riguarda i pagamenti. Le donne interessate ai sussidi economici hanno dato vita ad una vera e propria rivolta sul web, tanto che la stessa INPS è dovuta ricorrere ai ripari, pubblicando sulla propria pagina Facebook un comunicato.

Il comunicato dell’INPS

“Vi ricordiamo che, a causa dei tempi di acquisizione degli ISEE 2018 in banca dati, i pagamenti delle prestazioni (bonus bebè, ecc) potrebbero avvenire in ritardo. In ogni caso nessuna mensilità verrà persa ma solo momentaneamente sospesa. Continuate a monitorare lo stato dei pagamenti accedendo ai servizi online con il vostro pin dispositivo”, ha fatto sapere sulla propria pagina Facebook l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Pagamenti non annullati, ma ritardati

Quindi, care mamme, non disperate: i pagamenti non sono stati annullati, ma semplicemente subiranno dei ritardi. Ad oggi, l’INPS starebbe ancora finendo di pagare i sussidi economici relativi al mese di gennaio: tra il 27 febbraio e l’11 marzo, dunque, le donne che usufruiscono del bonus dovrebbero aver percepito l’importo del primo mese dell’anno.

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Dopodiché si procederà come da prassi: ogni 15 del mese, le mamme riceveranno i soldi della mensilità precedente. Dunque il 15 marzo, ad esempio, ogni donna dovrebbe ricevere il pagamento del mese prima, quindi febbraio.

Un sistema, quello adottato, che è indubbiamente penalizzato dalle tante richieste, e che inevitabilmente va a ricadere sui tempi di rilascio del bonus.

Poche richieste rispetto a quelle stimate

Richieste del Bonus Mamma Domani e di altre agevolazioni che sono comunque minori rispetto a quelle degli anni precedenti. 485.780 nati nel 2015, 473.438 nel 2016 e qualche migliaio in meno nell’anno in corso. Questi i numeri emersi dall’indagine portata avanti da Il Messaggero.

Per quanto riguarda l’adesione al sussidio, la relazione tecnica alla legge di Stabilità per il 2015 ipotizzava una media di 330 mila neonati l’anno, ma invece nel primo anno le domande accolte sono state 239.210, 280.865 quelle accettate nel 2016.

Calo delle nascite

Complessivamente, dunque, nei primi due anni di applicazione sono stati 140 mila gli assegni in meno rispetto al tetto previsto dalla Legge di Bilancio. Le donne italiane fanno sempre meno figli, ecco perché il sussidio si appresta ad essere inferiore rispetto alla soglia stimata dal Governo. L’assegno infatti ha accompagnato proprio i tre anni in cui l’Italia ha visto svuotarsi le culle fino al record negativo della storia unitaria, poco meno di mezzo milione di nati.

Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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