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Riconoscimento tardivo: il figlio può rifiutare di avere il cognome paterno

Il figlio può non accettare il cognome del padre. A deciderlo è stata una sentenza della Corte di Cassazione di Firenze che ha giudicato un caso di riconoscimento tardivo. Capita spesso che il padre non riconosca il proprio figlio alla nascita. In alcuni di questi casi, l’uomo decide poi di dare il proprio cognome al ragazzo molti anni dopo. Quando però avviene il riconoscimento tardivo, il figlio, spesso abbastanza grande da poter decidere per se stesso, può rifiutare di cambiare il proprio cognome. A deciderlo è stata la sentenza n. 17139/2017 della VI sezione di Cassazione.

Il Tribunale di Firenze aveva rigettato la richiesta di un padre di dare il proprio cognome al figlio. Così l’uomo è ricorso in appello: il giudice in secondo grado ha confermato la decisione del primo giudice.

In seguito la Cassazione ha rigettato nuovamente la richiesta dell’uomo, per la seguente motivazione:

“I criteri di individuazione del cognome del minore riconosciuto in tempi diversi dai genitori, si pongono in funzione del suo interesse, che è quello di evitare un danno alla sua identità personale, intesa anche come proiezione della sua personalità sociale, sicché la scelta del giudice è ampiamente discrezionale, con esclusione di qualsiasi automaticità e non può essere condizionata né dal favore per il patronimico né per un prevalente rilievo della prima attribuzione”.

Perché il giudice può non accettare di dare al minore il cognome del padre

In pratica il giudice nel decidere se dare o meno il cognome del padre al figlio ormai grande deve tener conto delle volontà del minore. Se il cognome è divenuto per il figlio un elemento distintivo della sua personalità nel contesto sociale in cui vive, il minore ha il diritto di mantenere il cognome precedente e quindi di non prendere quello del padre.

Il giudice nel decidere deve tenere conto dell’ambiente nel quale il ragazzo è cresciuto fino al riconoscimento del padre e molto spesso il cognome che ha avuto fino a quel momento è distintivo di esso e lo contraddistingue all’interno della società.

Per questo motivo se il minore vuole mantenere il cognome ottenuto dalla madre al momento della nascita può farlo.


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Nel caso in questione anche il giudice di Cassazione ha confermato la decisione del giudice di secondo grado. Il minore aveva infatti espresso la volontà di mantenere il proprio cognome e di non sostituirlo con quello del padre, che non ha voluto neppure aggiungere. “Ho vissuto per 12 anni con questo cognome e non voglio averne altri” ha dichiarato il ragazzo.

Studio Scienze della Comunicazione a Roma, amo il giornalismo e la scrittura. Non sono ancora mamma ma spero di avere una famiglia numerosa e felice. Adoro i bambini, la loro innocenza, spensieratezza e fantasia. "I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto." (G.Leopardi)

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