frasi figli

Da figli a genitori: cosa cambia davvero con questo passaggio

Il passaggio dall’essere figli all’essere genitori

La vita è costantemente in divenire. È fatta di fasi che ci invitano di volta in volta a modificarci, a metterci in gioco. Tra i motivi di cambiamento, il diventare genitori è sicuramente un evento capace di stravolgere la propria vita. Le domande dei futuri genitori sono numerose: in che modo il neonato cambierà gli equilibri personali e della coppia?

“Qualunque fosse la relazione di coppia, le nuove funzioni a cui dover assolvere si ripercuotono inevitabilmente sulla vita di coppia e il passaggio da moglie a madre e da marito a padre avviene non senza traumi”, sostiene John W. Santrock, insegnante di Psicologia dello Sviluppo nel Texas e autore di best seller. In ogni caso diventare genitori richiede un adattamento.

Infanzia

Durante l’infanzia il rapporto genitore-bambino è molto stretto: i genitori trascorrono molto tempo accanto ai figli. Si passa da momenti intimi, quali i cambi di pannolino o il bagnetto, ai momenti dedicati al gioco. Poi, man mano che il bambino cresce, sempre più spesso ci si rivolge a lui utilizzando la parola (il ragionamento e l’esortazione morale), oltre che il contatto fisico.

Fanciullezza

Durante questa fase i bambini tendono a distaccarsi dai propri genitori, intraprendendo una strada verso l’indipendenza (pensiamo al fatto di praticare uno sport o suonare uno strumento: essi scelgono un’attività da loro apprezzata da svolgere con costanza).

Entrando nella fanciullezza i momenti dedicati ai propri figli tendono a diminuire, ciononostante i genitori restano una figura di riferimento per i bambini. Sarò in grado di essere una buona guida per mio figlio?

Il passaggio dall’essere figli all’essere genitori

È del tutto normale porsi questa domanda, fa parte del processo di cambiamento. John W. Santrock sostiene che: “Per aiutare i figli a sviluppare il proprio potenziale, un ruolo genitoriale importante consiste nell’essere un manager efficace, uno che trova informazioni, prende contatti, aiuta a scegliere le strutture e fornisce una guida.”

Sostenere il bambino nelle sue attività, avviarlo al contatto con i coetanei e tenere sotto controllo le sue scelte sembrano essere dei validi modi per stimolare il bambino, per spingerlo all’autonomia, senza tuttavia farlo sentire solo o inadeguato.

Quanto conta lo stile educativo dei nostri genitori?

Quante mamme ci hanno ripetuto migliaia di volte la stessa frase? La stessa frase che per anni ci ha infastiditi o fatti sentire male? E nonostante l’intolleranza può capitare che, diventando genitori, succeda proprio a noi di ripeterla ai nostri figli! Come è possibile questo?

Questo accade perché: “La maggior parte dei genitori impara le pratiche della genitorialità dai propri genitori”. E tra gli aspetti positivi che ci sono stati trasmessi, a volte ne troviamo altri poco adatti…

Quando capita di commettere alcuni errori, gli stessi che commettevano i nostri genitori con noi, subentra subito la paura di perdere la fiducia dei propri figli, il terrore di averli allontanati da noi o addirittura delusi.


Leggi anche: 5 dolori che solo una mamma può capire


Se saremo capaci di perdonare i nostri limiti e di chiedere scusa ai bambini, insegnando loro che è umano sbagliare, questo non accadrà. Come sempre la comunicazione è un’arma molto efficace.

Sono laureata in Scienze dell'educazione e sono appassionata di lettura e di scrittura: scrivo da quando ero bambina, metto nero su bianco tutto ciò che mi passa per la testa! PassioneMamma è diventata l'occasione per unire la mia più grande passione alle riflessioni sui più piccoli, il cui mondo mi affascina.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *