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La paura e l’ansia allungano il travaglio

Una nuova ricerca afferma che se si ha paura del parto il rischio è di avere un travaglio più lungo, rispetto a donne che non avvertono alcun timore. Ogni futura mamma vorrebbe avere un travaglio più breve possibile, e in alcuni casi ciò avviene per fattori essenzialmente fisici.

In altre circostanze, le più frequenti purtroppo, il travaglio di parto si prolunga, causando più stress, più fatica, e ovviamente più dolore. Proprio il dolore ha due basi: una fisica e una emotiva; il dolore fisico è determinato dall’attività contrattile uterina, mentre quello emotivo è causato dal senso di timore.

Perché il travaglio si allunga?

Quindi perché alcune donne partoriscono in quattro ore e altre in dodici? Il motivo è anche psicologico, e quindi la rinomata paura del parto.

Chiaramente questo si associa quasi sempre anche a motivazioni meccaniche, come il mal posizionamento fetale, per esempio. A suggerire le profonde basi emozionali della paura, e anzi ribadirle, è uno studio dell’Akershus University Hospital dell’Università di Oslo (Norvegia).

Perché il travaglio si allunga?

La paura del parto: cosa dice la scienza

La ricerca è stata condotta dalla Dott.ssa Samantha Salvesen Adams e dai colleghi dell’Health Services Research Centre; il campione coinvolto era di 2.206 donne in gravidanza, con la previsione di un parto spontaneo. Lo scopo era valutare l’impatto e le conseguenze della paura sulla durata del parto.

I primi esiti dello studio, in media, hanno scoperto che nelle donne che non avevano paura, il travaglio durava 6 ore e 28 minuti, circa, contro le 8 ore e 20 minuti, poco più, delle donne più spaventate.

La Dott.ssa Adams, sull’International Journal of Obstetrics and Gynaecology ha affermato: “La paura del parto sembra essere una questione sempre più importante in Ostetricia. La nostra scoperta di una più lunga durata del travaglio nelle donne che temono il parto aggiunge un nuovo pezzo al puzzle all’interno di questa intersezione tra psicologia e ostetricia“.

La paura allunga il travaglio: lo studio

Le gestanti in esame avevano un’età media di 30 anni, e la metà di loro (il 50,5%) era primigravida. A 32 settimane di gravidanza è stato chiesto alle donne di compilare un questionario, nel quale si dovevano riportare i sentimenti rispetto al parto.

A priori era stata concordata una scala di punteggio, che ha stabilito che la paura del parto corrispondeva a un valore maggiore di 85; il 7,5% delle donne, cioè 165 partecipanti, ha segnato più di 85. La stima fatta dai ricercatori è che la paura del parto colpisce dal 5 al 20% delle donne in gravidanza.

Esistono chiaramente fattori predisponenti alla paura, che sono la giovane età, la prima gravidanza, l’assenza di supporto sociale e familiare, pregressi abusi sessuali, o pregressi eventi ostetrici o problemi psicologici preesistenti alla gravidanza.

Le conseguenze della paura del parto

Le conseguenze della paura del parto

Lo studio ha suggerito, inoltre, che le donne che hanno paura del parto sono più a rischio di interventismo medico durante il travaglio e il parto (il 17% delle donne contro il 10,6% delle donne prive di paura); infine, ricorrono anche a un taglio cesareo di emergenza più spesso (10,9% contro il 6,8%).

Ostetrica, appassionata di ricerca clinica e scientifica. Sognatrice convinta, viaggio più del tempo che ho a disposizione e leggo libri nei rari momenti liberi che mi ritaglio. Scrivo e parlo tanto (troppo!) perché credo nell'enorme potere che ha l'informazione, e soprattutto nella forza che ogni donna ha nel mettere al mondo il proprio bambino. Email: c.lumia@passionemamma.it

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