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Bambini all’asilo nido? Un lusso per pochi in Italia

Bambini all’asilo nido: è un lusso per pochi

Per uno sviluppo globale del bambino bisogna sostenere la frequenza agli asili nido. Il problema è che gli asili comunali sono pochi rispetto alla domanda, ma la maggior parte sono strutture private e risultano avere delle rete elevate. Vediamo come mai!

L’importanza dell’asilo nido

Qualsiasi bambino dovrebbe stare in relazione con i suoi pari per lo sviluppo delle competenze sociali. Sappiamo che è fondamentale stare il più possibile con la mamma, nel primo anno di vita, ma spesso il ritorno a lavoro non lo consentono per molto.

Il problema sociale degli asili nido riguarda tutta la nazione. I servizi rivolti all’infanzia sono ridotti all’essenziale e proliferano asili nido privati che, soprattutto al nord, toccano rette mensili salate! Tutte queste ragioni fanno si che l’asilo sia un lusso per pochi.

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Problema socio economico

L’asilo nido è diventato un lusso che ben pochi possono concedersi. I motivi di ordine economico la fanno da padrone, perchè sebbene siano aumentati i costi delle rette, gli stipendi medi degli italiani sono invariati. L’investimento economico per un asilo nido è davvero gravoso e così molte giovani mamme finiscono per abbandonare addirittura il lavoro.

Secondo un dossier di Cittadinanzattiva la città più cara per una retta è Lecco, con 515 euro al mese! L’Emilia Romagna è la regione con il maggior numero di strutture pubbliche di asili nido (28.321 posti in 624 strutture), seguita dalla Valle d’Aosta. La spesa annuale dei Comuni per gli asili nido comunali è di circa un miliardo e 118 milioni di euro, ma anche le famiglie hanno dovuto pagare il 5% in più rispetto agli anni scorsi.

La situazione appare problematica soprattutto per il Sud, dove le strutture sono ridotte all’osso e la richiesta è in continua crescita.

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Un altro problema è che la crescita della domanda, sebbene sia crescita negli ultimi tempi, ricopre solo l’11,8% del fabbisogno; infatti sono ancora troppo poche le strutture a discapito di una richiesta sempre maggiore da parte delle famiglie.

Infine c’è il problema delle malattie che colpiscono i bambini e che non gli permettono di frequentare il nido: c’è il rischio di dover pagare una retta intera e di averne usufruito solo una settimana, in virtù della problematica di salute.


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Oltre al danno, la beffa, perché si dovranno poi spendere altri soldi per pagare una baby sitter, quando i genitori non possono assentarsi dal lavoro o prendersi giorni di ferie in più.

Sono una psicologa e psicoterapeuta. Mi occupo principalmente di prima infanzia e sostegno alla genitorialità. Da sempre amo la scrittura e unirla alla passione per il mondo dei bambini mi incuriosisce! Il mio obiettivo è quello di diffondere informazioni, notizie e buone prassi psico-educative per le neo mamme e i loro pargoletti!

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