il sonno del bambino

A che età il bambino deve smettere di fare il pisolino pomeridiano

A che età togliere il pisolino al bambino

Se c’è una domanda che tormenta le famiglie con un bambino è sicuramente relativa alla necessità del riposino pomeridiano. Farlo dormire o no? Se sì per quanto tempo? E fino a che età? Questo è il dilemma! Un recente studio pubblicato sulla rivista Archieves of Disease in Childhood ha preso in considerazione 781 casi e selezionato i 26 più rilevanti, perché riguardanti bambini più grandi di due anni. È emerso che, per questi ultimi, fare il pisolino pomeridiano pregiudichi la qualità (e quindi la quantità) del sonno notturno che dopo i due anni diventa più importante. Come accade per una persona adulta. Dal Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma fanno sapere che si tratta di uno studio non troppo lungimirante. È una breve revisione della letteratura, quindi. Un’informazione “da prendere con le pinze”.

Le conseguenze della privazione del sonno

A riguardo, ci sono studi che mostrano risultati contrastanti. Secondo una ricerca, il sonno pomeridiano incrementa lo sviluppo linguistico. Altre ricerche mostrano l’esatto contrario. Il problema è a monte: questi studi analizzano la tipologia del sonno dei bambini. Non l’interazione tra questo e la loro crescita.

Le conseguenze del mancato riposino pomeridiano sono – se vogliamo- visibili a tutte le madri: bambini iperattivi, meno propensi ad ascoltare le regole e..più affamati! Cosa fare dunque?

Generalmente i pediatri consigliano di mantenere l’abitudine del pisolino fino ai quattro-cinque anni. Quando cioè la regolarità del suo riposo notturno ha evidenti conseguenze su quello dei genitori. È -sotto certi aspetti- un discorso “genitore-centrico”: se i genitori riposano e hanno un buon ritmo di vita, ne beneficia anche il bambino.

Pisolino

Quando eliminare il riposino pomeridiano

Se siete alla prese con la decisione se togliere o meno quest’abitudine al vostro bambino, fermatevi un attimo e riflettete: se foste voi a dover rinunciare a qualcosa che fino a quel momento ha rappresentato una routine?

Sarebbe forse più facile se il passaggio fosse lento e graduale: diminuite prima la durata del riposo. Oppure se il vostro bambino si rifiuta in tutti i modi di dormire, potete proporgli un’attività rilassante! Leggere insieme un libro, fare un puzzle o un disegno.

Non dorme ma un bambino ha sempre necessità di riposarsi dopo una mattinata a giocare! Alcuni bambini riescono ad autoregolarsi, altri invece hanno bisogno del “consiglio” del genitore.

La realtà è che non esiste un periodo prestabilito per imporre un cambiamento al proprio bambino: ognuno è diverso e manifesterà questo bisogno nel momento per lui più opportuno. Focalizzarsi sulle sue esigenze è sicuramente il modo migliore per non sbagliare!

Operatrice sociale impegnata da diversi anni nel sostegno alla genitorialità, trovo il mio lavoro interessante e stimolante. Chi mi conosce mi descrive come una persona empatica e accogliente. Il mio motto è “La vera forza non è cadere mai ma rialzarsi sempre dopo ogni caduta”.

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